Pinto: “Abbiamo il miglior allenatore del mondo e una Roma più forte”

Il g.m. giallorosso: “Il rimpianto più grande sono gli esuberi. Scudetto? Ridotte le distanze dal successo. Il rinnovo di Pellegrini non è un problema”

Il voto al suo mercato? “Otto, ma visto che ci sono margini per migliorare direi 7.5. Anche se è stato il mercato più difficile del mondo”. Gli obiettivi della Roma? “La zona Champions, non mi nascondo. Ma per adesso pensiamo al Sassuolo”. Pellegrini? “Nessun problema. Lui vuole la Roma e la Roma lui”. Tiago Pinto a Trigoria fa il classico punto post mercato e traccia il bilancio: “Abbiamo il miglior allenatore del mondo e una buona squadra, migliore dello scorso anno”.

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Rimpianti

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Inevitabile parlare del mancato arrivo di Xhaka e del centrocampo: “Il mercato si è chiuso ieri e tutte le domande sono sul centrocampista, pure lo chef della cucina me lo ha chiesto -ammette ridendo Pinto-. Non è un tema di budget, che è stato superiore a quanto Dan e Ryan avevano previsto, visto che volevamo accelerare il processo di costruzione. Con Xhaka non abbiamo portato avanti l’interesse e in quel momento è stato un rimpianto perché lui voleva venire, poi abbiamo pensato alle cose più urgenti. Non voglio giustificarmi, ma avevamo più di 60 giocatori a contratto. Dobbiamo avere equilibrio, vediamo quante società hanno venduto più di 30 giocatori, con ingaggi così elevati. È vero che non li abbiamo venduti, ma molti sono andati in prestito, perciò per me è stato un buon lavoro. Non possiamo parlare come se non avessimo il centrocampo, dobbiamo rispettare quelli che abbiamo. Villar deve approfittare, per migliorare il suo gioco, di lavorare con Mou”.

Esuberi

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Sugli esuberi che non hanno accettato le destinazioni proposte, Pinto è netto: “Non sono voluti andare, abbiamo 10 finestre di mercato aperte e 3/4 soluzioni possibili e lavoriamo per questo. Abbiamo trovato offerte per tutti dove nessuno perdeva un euro, ma non posso entrare nella testa dei giocatori. Poi vedremo a mercati chiusi cosa succederà, l’unico vero rimpianto c’è perché abbiamo lavorato tanto per portare offerte degne. Io rispetto la decisione di tutti, ma non è facile trovare 5-6 offerte importanti che non danneggino i contratti e poi non accettare. Io mi prendo la responsabilità, ringrazio il 95% dei giocatori e dei procuratori. Calciatori importanti hanno fatto sforzo, altri no”.

Dzeko e la stagione

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Detto che Pinto liquida con “nessun problema” il rinnovo di Pellegrini, sull’addio di Dzeko spiega: “Molti lo hanno visto come un problema, io come un’opportunità per accelerare un processo sportivo. Noi vogliamo gente che voglia morire per la Roma. Non guardo le partite dell’Inter aspettando che Edin non giochi, logico che abbiamo corso un rischio”. Dal passato al presente e al futuro: “Il mercato di gennaio è importante, ma non è l’unica cosa. Dobbiamo vedere tante cose, se contasse solo il mercato il Lilla non avrebbe vinto il campionato. Noi ogni giorno lavoriamo per ridurre la distanza tra Roma e successo. Tempo non vuol dire non vincere: non penso a maggio, ma a vincere tutte le partite. La Champions è il nostro principale obiettivo, non mi nascondo”. Sul rapporto con Mourinho Pinto chiude così: “Per me era un idolo e ora è un orgoglio enorme lavorare con lui, io approfitto ogni giorno per imparare. Non sento la pressione, anche quando non siamo d’accordo”.

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