Per Milano c’è solo Riyad

La sfida contro la Juve rappresentava per il Napoli un bivio, quello della paura, degli interrogativi e delle speranze, ovviamente delle sue rivali. Invece lo straordinario successo per 5-1, di venerdì notte, si è trasformato all’improvviso nell’inizio di una fuga importante, forse non ancora decisiva ma quasi, considerando anche le condizioni delle due milanesi. Dopo questo week end e prima della finalissima di Supercoppa a Riyad, i Campioni sono precipitati a meno 9 dopo il deludente pareggio in rimonta di Lecce e l’Inter è rimasta in piedi a malapena contro il Verona, grazie a un gol di Lautaro in avvio, risalendo a meno 10 da un impietoso meno 13 provocato anche dal gol annullato a Monza ad Acerbi. Insomma, senza giocare ha rivinto il Napoli perché ha staccato le rivali più pericolose nella giornata meno favorevole e ha umiliato la Juve che vincendo otto partite consecutive senza prendere un solo gol aveva iniziato a creare qualche timore. Spalletti può vivere un sogno, ma per avere la certezza che la fuga scudetto sia quella giusta dovrà aspettare anche la riapertura della Champions, che toglie sempre energie e lucidità. Potrebbe arrivare anche il momento di fare una scelta, a fine febbraio, ma certo che se le milanesi sono quelle viste nell’ultima settimana, il futuro azzurro sembra assai intrigante.

Milan, qualcosa si è rotto

Il primo tempo del Milan a Lecce è stato un incubo, come la devastante eliminazione dalla Coppa Italia contro il Torino ridotto in dieci e la precedente doppia rimonta in campionato della Roma a San Siro nei minuti finali. Che qualcosa si sia rotto, dal punto di vista mentale e fisico, è piuttosto chiaro anche se almeno nella seconda parte della gara di ieri si è visto l’orgoglio di una squadra che vuole ancora difendere lo scudetto. Non è riuscito il ribaltone completo, ma i gol di Leao e di Calabria hanno perlomeno evitato ai rossoneri di entrare in un tunnel senza luce, anche se il distacco appare molto pesante: in due giornate, Pioli è scivolato a meno nove dal Napoli e non è confortante pensare che l’anno scorso al tecnico era riuscita una clamorosa rimonta sull’Inter nella parte finale del torneo. Il ritmo che sta imponendo Spalletti è davvero elevatissimo e il Milan sembra in grandi difficoltà perché la solidità difensiva non è più quella di una volta (e la presenza di Tatarusanu non ci sembra una grande scusa, almeno finché prende gol da avversari che arrivano a pochi metri da lui senza trovare opposizione): i rossoneri non ci sembrano più così avvelenati, a volte danno l’impressione che attendano gli eventi come se gli fosse dovuto qualcosa, ma oggi chi non corre per cento minuti non vince nemmeno contro le rivali più deboli. Il Lecce ha addirittura sfiorato il tris prima di abbassare il ritmo e di farsi sorprendere dalla maggiore qualità degli avversari. Per Baroni il pareggio contro i Campioni d’Italia, dopo il successo contro la Lazio, è più che mai un grande risultato – pensate che Leao per rinnovare chiede molto più di quanto guadagna tutta la squadra giallorossa, circa sei milioni complessivi – ma ovvio che esista qualche rimpianto: resistere sul 2-2 e non crollare sotto la pressione del Milan è stata comunque un’impresa. 

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Inter, uno spirito migliore

L’Inter, dopo il gol in avvio di Lautaro, ha cercato con insistenza di mettere al sicuro la vittoria contro il Verona, invece ha dovuto soffrire fino all’ultimo. Veniva dai supplementari di Coppa contro il Parma e dopo un’ora era quasi priva di energie, ma come a Monza non ha dato l’impressione di essere in grandi condizioni. Però, rispetto al Milan, ha vinto due volte in quattro giorni e si presenta a Riyad con uno spirito migliore, oltre che con la certezza dei recuperi di Calhanoglu e Barella e dell’indisponibilità in avvio di Lukaku, che potrebbe essere un vantaggio. Per Inzaghi la conquista della Supercoppa può rappresentare la svolta, l’inizio di una nuova stagione ma, al contrario, la sconfitta potrebbe diventare l’apertura di una crisi difficile da affrontare.  

Inter di misura sul Verona. Il Lecce sfiora il colpaccio col Milan

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