Pecoraro: “Inter e Juve stanno drogando il calcio italiano”

NAPOLI – Commisso si lamentava del fatto che le squadre continuavano a comprare senza avere la liquidità come ad esempio l’operazione Locatelli. Juventus e Inter stanno drogando il calcio, se non si possono pagare gli stipendi bisogna che ci sia l’intervento della procura“: Giuseppe Pecoraro, ex presidente della Procura Federale Figc non usa giri di parole per spiegare la situazione economica del calcio italiano. Intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’esperto ha analizzato i paradossi che accompagnano le vicende legate a trasferimenti e plusvalenze in Serie A: “Secondo me – afferma nel suo intervento Pecoraro –  si ha timore di affrontare le società e le grandi tifoserie. Il calcio ha bisogno di una rifondazione partendo dai diritti televisivi, non è possibile che alcune società falliscano e altre che si trovano nella stessa condizione rimangono sempre vive“. Per capire meglio come le plusvalenze incidano sui bilanci delle squadre, l’ex Procuratore porta un esempio legato ad Atalanta e Perugia: “L’operazione Mancini-Santopadre fu una truffa nei confronti della Fiorentina – spiega – la quale si doveva aggiudicare inizialmente il cartellino dell’attuale difensore della Roma. Santopadre era un portiere del Perugia e fu venduto all’Atalanta così come Mancini“.

“La giustizia sportiva non può fare nulla”

Il problema, però, è che la procura Figc ha le mani legate: “La giustizia sportiva può fare nulla – sottolinea Pecoraro – non ci sono né regole né parametri. Se la Consob ritiene che la Juve abbia alterato il mercato, la giustizia sportiva ugualmente non può intervenire almeno che ci sia un illecito sportivo. Sulle plusvalenze della Juventus abbiamo dovuto aspettare la Consob, che interviene sulle società quotate in borsa, mentre per le altre intervengono le federazioni. Il problema delle plusvalenza non riguarda solo la Juve ma anche le altre squadre. Noi siamo intervenuti con Chievo e Cesena e sapete il destino che hanno avuto“. Il Napoli è rimasto fuori da questi problemi, come spiegato dall’ex Procuratore, perché “a De Laurentis è convenuto non vendere nessuno. Se oggi il Napoli vendesse Ghoulam a 30 milioni – è l’esempio fatto da Pecoraro – ovviamente il dubbio mi viene e capisco che qualcosa non funziona come successe con la cessione di Sturaro da parte della Juve. La Consob non deve intervenire solo per le squadre quotate in borsa: non ci sono regole e parametri, ognuno fa quello che vuole“.

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