Pavlovic, il Bayern ne ha pescato un altro: chi è il 2004 già insostituibile

Pochi, ma buoni. La linea che ha stringente tenuto il Bayern Monaco quando si parla di giovani è la stessa da anni e non sembra destinata a cambiare. Quelli che convincono poco, vengono monetizzati. Quelli forti, invece, restano e giocano. Non fanno le comparse. L’ultimo di questa serie si chiama Aleksandar Pavlovic, è classe 2004, gioca da mediano e nonostante abbia fatto il suo esordio solo tre mesi fa sembra già un veterano per come detta i ritmi alla squadra e come la tiene in mano.

Il suo nome lascia intendere le origini serbe, ma è tedesco a tutti gli effetti. È nato e cresciuto a Monaco – per la precisione nella città di Fürstenfeldbruck, qualche chilometro più a ovest – ed entrato nell’academy del club più vincente di Germania quando aveva solo 7 anni. Lo stesso che l’1 novembre gli ha fatto firmare un contratto da professionista fino al 2027.

Pavlovic, il nuovo talento del Bayern

Già nella gestione di Julian Nagelsmann, conclusasi a marzo 2023, Pavlovic era entrato nell’orbita della prima squadra, ma è stato con Thomas Tuchel che ha iniziato seriamente a far parte del gruppo di Neuer e compagni. Due panchine nella parte finale della scorsa stagione, poi una tournée particolarmente brillante ritagliandosi il suo spazio.

L’annata l’aveva iniziata in Regionalliga con la seconda squadra, ma ben presto i problemi di infortuni che a rotazione hanno colpito l’organico dei pluricampioni di Germania lo hanno spinto al piano superiore. Ha fatto il suo esordio subentrando contro il Darmstadt sul 7-0, ma non era affatto un contentino. Una settimana dopo ha fornito il suo primo assist, a Kane, nel Klassiker in casa del Borussia Dortmund, giocano la mezz’ora finale con la partita ancora in bilico.

Nella giornata seguente Tuchel non ha potuto che metterlo in campo da titolare contro l’Heidenheim, stesso film con Stoccarda, Wolfsburg, e nelle ultime due con Ausgburg e Gladbach, nelle quali ha anche segnato la prima rete della partita per i bavaresi, il vantaggio nel primo caso e il pareggio nel secondo. Minuti in campo: novanta. Se entra, non esce.

Quasi senza accorgersene, il Bayern si è ritrovato un nuovo indispensabile, che a maggio compirà vent’anni ma non sembra affatto patire la gioventù e l’inesperienza. Anche perché nelle nove partite che ha disputato, da titolare o da subentrato, il risultato è sempre stato lo stesso: la vittoria. Anche talismano.

E pensare che, se in quel primo settembre, ultimo giorno di mercato, il Bayern avesse chiuso per Palhinha dal Fulham, avrebbe 60 milioni di euro in meno in cassa e forse non avrebbe mai scoperto quanto Pavlovic sia forte. Ah, sabato era uomo copertina sui social nelle grafiche pre-partita. Che dire: è andata bene così. Dopo Musiala e Tel, a Monaco ne hanno pescato un altro.

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