Papa Francesco, Mancini, Platini: Maradona raccontato in una frase da 50 celebrità

Amato e discusso ma indimenticabile: da Riva a Sorrentino, da Macron a Carrà e Ligabue, Diego nelle parole dei Vip che lo hanno incrociato

Giulio Di Feo

24 novembre – Milano

Un anno senza Diego è un anno con Diego. Perché ognuno ha un suo Maradona, un’icona, un ricordo, un gol stampato in mente, un sorriso, una mascalzonata. Uno le mette insieme, i suoi e quelli degli altri, e può inquadrare il personaggio come fanno i detective con gli indizi di un delitto. E invece no, perché forse nessuno ha unito e diviso come Maradona. Nell’ultimo anno ne hanno parlato tutti. Ne abbiamo scelti cinquanta.

1. Paolo Sorrentino

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“Maradona un mondo a parte. Era un genio. E come scriveva Vincenzo Cerami: il genio fa come gli pare”. (Paolo Sorrentino, regista e scrittore)

2. Hector Enrique

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“Era la persona più semplice e più nobile che ho conosciuto in vita mia. Sono stato testimone del Diego figlio, che era il più bello di tutti; del Diego compagno, un ragazzo umile; del Diego amico, infrangibile come il ferro; del Diego che andava contro il potere, un leone; del Diego calciatore, un genio; e del Diego allenatore, un appassionato”. (Hector Enrique, ex compagno e amico)

3. Nino D’Angelo

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“Diego stata una delle persone più umili che io abbia mai conosciuto e forse questa sua umiltà è stata anche il suo dramma, perché lui voleva essere normale, ma non poteva esserlo“. (Nino D’Angelo, cantante e tifoso del Napoli)

4. Nino D’Angelo

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“Mi ha telefonato mio figlio Vincenzo, che lavora alla Gazzetta: “Pà, Diego è morto”. Non è vero. “Abbiamo la conferma”. Mi sono seduto a quel piano, ho suonato “Ho visto Maradona” molto lentamente fino a scoppiare a piangere”. (Nino D’Angelo)

5. Jorge Burruchaga

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“Fuori dal campo ha avuto la vita che tutti sapete. Ma pensavamo fosse immortale. Ha avuto tante disavventure, tanti momenti critici, ma ogni volta ne è venuto fuori con un colpo di magia, con un dribbling impossibile. Come faceva quando giocava. Stavolta il miracolo non si è ripetuto”. (Jorge Burruchaga, ex compagno nella nazionale argentina)

6. Raffaella Carrà

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“Lui era giovane, l’arena era piena, non c’era posto, ma tentò di entrare lo stesso. Disse ai poliziotti: “Non sapete chi sono io!” Lessi la storia sul Clarin il giorno dopo: per colpa mia aveva passato la notte in guardina”. (Raffaella Carrà)

7. Gianni Minà

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“Era solo anche in campo: l’unico che poteva cambiare una partita. Quello che ci metteva la faccia sempre, sincero fino all’autolesionismo. Diceva: “Non voglio finire male come Masaniello””. (Gianni Minà, giornalista e scrittore)

8. Papa Francesco

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“In campo è stato un poeta, un grande campione che ha regalato gioia a milioni di persone, in Argentina come a Napoli. Era anche un uomo molto fragile. Ho un ricordo personale legato al campionato del Mondo del 1986, quello che l’Argentina vinse proprio grazie a Maradona. Mi trovavo a Francoforte, era un momento di difficoltà per me, stavo studiando la lingua e raccogliendo materiale per la mia tesi. Non avevo potuto vedere la finale del Mondiale e seppi soltanto il giorno dopo del successo dell’Argentina sulla Germania, quando una ragazza giapponese scrisse sulla lavagna “Viva l’Argentina” durante una lezione di tedesco. La ricordo, personalmente, come la vittoria della solitudine perché non avevo nessuno con il quale condividere la gioia di quella vittoria sportiva: la solitudine ti fa sentire solo, mentre ciò che rende bella la gioia è poterla condividere. Quando mi è stato detto della morte di Maradona, ho pregato per lui e ho fatto giungere alla famiglia un rosario con qualche parola personale di conforto “. (Papa Francesco)

9. Daniel Pennac

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“Non seguo il calcio, ma ho amato Maradona per la capacità di produrre poesia attraverso la danza del suo corpo quando era sul terreno di gioco e per alcune scintille fantasticamente poetiche nelle sue dichiarazioni più spontanee”. (Daniel Pennac, scrittore)

10. Achille Lauro

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“Maradona è un uomo che è andato oltre l’immaginabile. A me piace chi incarna il “tutto è possibile” e lui è stato una bandiera di questo concetto, riuscendo a trasmetterlo anche alla gente e facendola sognare. Per arrivare a certi livelli, oltre al talento c’è sicuramente la passione forte e la dedizione. Lui ha senza dubbio centrato la sua vita sul pallone portando grandi risultati. E alla fine era più punk dei Sex Pistols”.(Achille Lauro, cantautore e rapper)

11. Zlatan Ibrahimovic

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“Maradona è il più forte di tutti i tempi. Sì, lui era più forte anche di me”. (Zlatan Ibrahimovic)

Maradona è il più forte di tutti i tempi. Sì, lui era più forte anche di me

Ibrahimovic

12. Ilario Castagner

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“Allenavo suo fratello Hugo all’Ascoli, un giorno bussano alla porta dello spogliatoio e chi è? Maradona! Mi chiese come andava e perché sostitutivo Hugo. Sembrava un papà che va al colloquio con la maestra”. (Ilario Castagner, ex calciatore e allenatore)

13. Roberto De Simone

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“Non mi intendo di partite di pallone ma mi colpiva di quel calciatore il modo in cui sapeva muovere i piedi e le mani come certi prestigiatori che vedevo da bambino: il suo era gran teatro. Per questo gli dedicai un componimento musicale poetico, perché il suo mito ha assunto significati al limite del devozionale, basti vedere ciò che è accaduto al suo funerale. Un argentino, nato nella povertà, assurto ai vertici di ricchezza e di fama”. (Roberto De Simone, registra teatrale)

14. Ottavio Bianchi

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“Gestire Diego non era difficile. Ben più complicato è occuparsi di chi si crede Maradona e non lo è”. (Ottavio Bianchi, allenatore di Maradona al Napoli)

15. Corrado Corsini

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“Col pallone tra i piedi, io ero come un imbianchino che osasse sfidare Picasso. O, se preferisce, ero come uno in monopattino che volesse fare una gara di velocità con una Ferrari”. (Corrado Corsini, il primo a marcare Maradona in Italia)

16. Asif Kapadia

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“Nessun giocatore oggi farebbe le sue scelte, nessun big andrebbe in un club senza neanche uno scudetto in bacheca. Lui sì. E ha vinto. Ha vinto contro Platini e Agnelli, ha vinto contro tutti”. (Asif Kapadia, regista)

17. Gigi Riva

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“Un amico e una persona vera. Ogni volta che ci vedevamo c’era un feeling speciale. Con lui condivido tante similitudini. Ci univa l’aver lottato per l’amore di quella che sentivamo come la nostra gente”. (Gigi Riva, ex calciatore del Cagliari e dell’Italia)

18. Emmanuel Macron

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“Le sue sortite da Fidel Castro a Hugo Chávez avevano il sapore dell’amara sconfitta: è sui campi da gioco che Maradona fece la rivoluzione”. (Emmanuel Macron, presidente francese)

19. Sinisa Mihajlovic

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“L’altro giorno ho fatto vedere ai ragazzi un filmato di Maradona: non le giocate ma i recuperi, i rientri, le scivolate. Figlie dell’umiltà: se le fa lui, perché non possono farle tutti qui?”. (Sinisa Mihajlovic)

20. Martin Castrogiovanni

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“Sono da quasi vent’anni in Europa: ovunque abbia svelato la mia nazionalità, la prima reazione che ho sempre ottenuto è stata: “Maradona”. Se penso a un altro Paese che si rispecchia così in un solo personaggio, mi viene in mente il Sudafrica e Nelson Mandela. L’Argentina, negli ultimi decenni, ha conosciuto rare soddisfazioni: Diego è stato tra i pochi a regalarle gioia. Ha dato tutto se stesso per gli altri, per un popolo. E ha risollevato un Paese reduce dalla guerra delle Malvinas durante la quale, senza sapere perché, tante madri han perso i figli e tante mogli i mariti. Diego, uno della base, ha ridato orgoglio a chi lo aveva perduto, alle periferie, agli ultimi”. (Martin Castrogiov, ex regista)

21. Cesare Cremonini

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“L’arrivo sul palco è un passaggio di grande intensità, che sfiora il terrore. Stai trascinando Diego dentro Maradona. Non hai via di fuga, il pubblico si aspetta da te che sia Maradona. È un processo straordinario, che ricorda le trasformazioni dei supereroi, e che diventa dipendenza. Fino a quando Diego non sale in cielo; mentre Maradona resta con noi”. (Cesare Cremonini, cantautore)

22. Zico

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“Ridendo mi diceva sempre che io ero la parte buona del calcio, lui quella cattiva”. (Zico, ex calciatore brasiliano)

Ridendo mi diceva sempre che io ero la parte buona del calcio, lui quella cattiva

Zico

23. Antonio Cabrini

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“Una leggenda vivente e un avversario gentiluomo, che come tanti altri fuoriclasse ha saputo dare nello stesso tempo il meglio e il peggio. Da noi alla Juve l’ambiente lo avrebbe salvato, non la società ma proprio l’ambiente. L’amore di Napoli è stato tanto forte e autentico quanto malato”. (Antonio Cabrini, ex calciatore)

24. Emir Kusturica

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“A Bill Clinton gliene disse quattro: era il periodo in cui era stato bandito dagli Usa. Una volta il presidente venne a Buenos Aires e desiderava vederlo. Lui lo insultò e gli disse: perché dovrei incontrarti se non mi fate andare nel vostro Paese?”. (Emir Kusturica, regista e musicista)

25. Giovanni Malagò

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“Ogni lunedì, quando era al Napoli, Diego veniva all’Istituto di Scienza dello Sport del Coni a fare fisioterapia con il professor Dal Monte che lo convinse a a giocare a calcetto con noi al Circolo Aniene. E lui venne, regolarmente, divertendosi come un bambino sui campetti di terra battuta del Lungotevere. Nessun altro campione, mi creda, avrebbe mai fatto una cosa del genere”. (Giovanni Malagò, presidente del Coni)

26. Peter Shilton

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“Il più grande. Ma con me non si è mai scusato”. (Peter Shilton, ex portiere dell’Inghilterra)

27. Cristiana Sinagra

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“Il suo cognome ancora oggi mi dice molto poco, per me era e resta Diego. La dolcezza, la spontaneità, la generosità. Negli anni si è poi fatto tanto male, credo non sia più stato veramente felice. Ha voluto autodistruggersi, sempre a combattere con i sensi di colpa. Ma se qualcuno gli chiedeva aiuto, non si è mai tirato indietro”. (Cristiana Sinagra, ex fidanzata di Diego)

28. Julio Velasco

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“Era, ed è, un dio greco, con le passioni e i difetti umani che caratterizzavano gli dei della mitologia della Grecia antica. Era un mito da vivo, figuriamoci ora. La figura di Diego mi fa venire in mente Vasco Rossi, che è riuscito a fare il più grande concerto della storia europea in una città di 120.000 abitanti, a Modena. Come mai? Io credo che il mistero sia nel fatto che la gente si identifica. In un verso, in una canzone o nella vita di Vasco, contraddittoria, semplice e complessa, con errori e trionfi. Anche Diego ha fatto identificare la gente, soprattutto quella più in difficoltà”. (Julio Velasc, allenatore di pallavolo)

29. Mario Kempes

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“Maradona non è stato protetto e lui non fu in grado di proteggersi da solo. Perché non ha avuto un’infanzia, a 16-17 anni era già famoso, e da lì fu un costante assedio alla sua persona. Lui era felice solo in campo, senza giornalisti o gente che lo asfissiava, senza autografi e foto. Una volta uscito dallo stadio entrava in carcere, perché non poteva nemmeno camminare, doveva rinchiudersi”. (Mario Kempes, ex calciatore argentino)

30. Michel Platini

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“Il Napoli a un certo punto mi voleva. Tra me e Diego chi avrebbe preso la 10? Lui era casa sua e quindi gliel’avrei lasciata. Io ne avrei presa un’altra, magari la 20, che vale il doppio…”. (Michel Platini, ex calciatore francese e presidente Uefa)

31. Jorge Valdano

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“I geni non si misurano per come hanno vissuto ma per la loro opera, e l’opera di Maradona è stata unica”. (Jorge Valdano, ex calciatore argentino)

I geni non si misurano per come hanno vissuto ma per la loro opera, e l’opera di Maradona è stata unica

Valdano

32. Sven Goran Eriksson

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“Dopo mezz’ora, venne verso di me Carobbi disperato: “Mister, cosa devo fare per marcare Maradona?”. Io lo guardai e gli risposi: “Non lo so, non ne ha idea”. (Sven Goran Eriksson, allenatore svedese)

33. Pietro Puzone

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“La mia testa toglila di mezzo, ma dal collo ai piedi io ero il secondo Maradona a Napoli. Diego doveva andare a Roma per una visita. Andammo al Gilda, il locale dei vip, e prendemmo un privé . Fu la prima volta che tirai cocaina. Rientrammo il giorno dopo in albergo. Un’altra notte, invece, Diego bevve 40 succhi di frutta e 40 Cointreau, saltò l’allenamento della mattina per indigestione gastrica. Fu così che Ottavio Bianchi, mi chiamò e mi chiese di aiutarlo con Maradona, per frenare le sue notti. Risposi: “Maradona non lo ferma neanche Reagan””. (Pietro Puzone, ex calciatore)

34. Gaetano Manfredi

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“Diego rappresenta il sogno di riscatto di ognuno: partire ultimo e diventare primo. Per questo l’identificazione dei napoletani con lui è così forte”. (Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli)

35. Manuel Estiarte

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“Mi chiamavano il Maradona della pallanuoto. Diego ed io arrivammo in Italia dal Barcellona e quasi nello stesso periodo. Entrambi estrosi, con i capelli ricci, nati in ottobre. Sono sempre stato orgoglioso di questo soprannome”. (Manuel Estiarte, ex pallanuotista spagnolo)

36. Eduardo Bennato

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“Diego sul viso ha sempre avuto lo sguardo del bambino. I bambini sono istintivi per natura e sanno di chi si possono fidare. Ricordate che Diego detestava Blatter, il presidente della FIFA, il capo della massima organizzazione calcistica mondiale. Lui detestava l’establishment e i padroni detestavano lui ma di animo non era vendicativo, anzi”. (Eduardo Bennato, cantautore e musicista)

37. Eraldo Pecci

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“Vivevamo a via Scipione Capece, a Posillipo. Quando entrai nel mio appartamento non c’era niente. Diego, che abitava al piano di sopra, chiese se mi serviva la televisione, si rimboccò le maniche ed iniziò ad armeggiare con i cavi. Posso dire che è stato il mio elettricista”. (Eraldo Pecci, ex calciatore)

38. Roberto Saviano

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“Diego non tradisce mai, non cambia mai maglia, soprattutto non indossa mai quella della Juventus. Diego per Napoli diventa la compensazione per tutto quello che Napoli non ha mai avuto. Perché Diego, per quanto fosse un uomo vicinissimo a personaggi corrotti e ad ambienti terribili, in campo manteneva la regola del piacere e della lealtà del gioco. Napoli si riconosceva in quella regola e nella sua voglia di felicità. Nella sua generosità. Nella sua furbizia. Solo a Napoli poteva succedere tutto questo”. (Roberto Saviano, scrittore e giornalista)

39. Bruno Conti

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“Un giorno, alla fine di una partita della Roma contro il Napoli, mi chiese di andare a giocare con lui. E’ stato emozionante: Diego Armando Maradona voleva al fianco me, proprio me”. (Bruno Conti, ex calciatore)

40. Nando Orsi

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“Mi ha fatto gol di punta, su pallonetto da 30 metri e su calcio d’angolo. Ma sono stati gli unici gol dei quali vado ancora fiero”. (Nando Orsi, ex portiere )

Mi ha fatto gol di punta, su pallonetto da 30 metri e su calcio d’angolo. Ma sono stati gli unici gol dei quali vado ancora fiero

Orsi

41. Alberto Fernandez

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“Se qualcuno merita il ricordo degli argentini è Diego: ci ha reso felici e ha lottato con dignità per farci distinguere. Ci ha portati al punto più alto del mondo. Ci ha fatti immensamente felici”. (Alberto Fernandez, presidente dell’Argentina)

42. Antonio Bassolino

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“Maradona arriva e dice, con grandissima intelligenza, che una squadra del Sud, la squadra che rappresenta il Sud, può battere i club del Nord. In quel momento sa di connettersi a un sentimento diffuso. La medesima intelligenza che usa quando l’Argentina batte l’Inghilterra e lui rende quel successo un’espressione dell’amor di patria, una rivincita storica”. (Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli)

43. Roberto Mancini

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“Uno come Maradona avrebbe fatto almeno 1000 gol. Non c’era il Var, gli arbitri non tutelavano i giocatori. I più tecnici come noi venivano massacrati puntualmente“. (Roberto Mancini)

Uno come Maradona avrebbe fatto almeno 1000 gol

Mancini

44. Claudio Abbado

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“Quel gol su punizione al San Paolo contro la Juve è stato una cosa pazzesca, un virtuosismo degno di Paganini. Ma Diego quel gol sapeva di poterlo fare, non gli è certo venuto per caso. Come i virtuosismi del più grande violinista, frutto sì di estro e istinto personale ma anche di grande lavoro e studio. Idem Maradona, con le sue ore e ore di palleggi. La palla era il suo violino”. (Claudio Abbado, direttore d’orchestra)

45. Fabio Cannavaro

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“Per me è stato una specie di supereroe. Che ne so: Superman e l’Uomo Ragno assieme. Io e Ametrano ci intrufolavamo a Soccavo. Gli chiedemmo se aveva delle scarpette da calcio da regalarci. Lui entrò nel magazzino e uscì con un paio di scarpe per ciascuno. Taglia 40. Pure se non mi fossero andate, me le sarei messe lo stesso. E per giocarci le sfondai. Una volta, durante l’allenamento del giovedì, entrai in scivolata sulle sue gambe. Paolo Fino, che era il responsabile, mi richiamò ‘Ma stai fuori? Va’ chian…’. Ma Diego disse: “ha fatto bene””. (Fabio Cannavaro)

46. Nando Dalla Chiesa

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“Volete sapere se ho perdonato a Maradona il suo rapporto con il clan dei Giuliano di Forcella? Risposta di getto: sì. Passi la vita a predicare la coerenza e poi basta un poeta andino a farne carta straccia..”. (Nando Dalla Chiesa, scrittore e poitico)

47. Ligabue

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“Mai visto un calciatore fare quello che ha fatto lui in campo, ma nemmeno un calciatore attaccare così le istituzioni. Aveva così tanto orgoglio da diventarne alla fine vittima. E non si è mai nascosto. Ci ha fatto vedere il paradiso e l’inferno, giocate favolose e chili di troppo, quando era strafatto ed eccessivo e quando fermava il tempo. È stato più di una rockstar, perché le rockstar hanno sempre qualcuno che li protegge. Maradona, no”. (Ligabue)

48. Jo Nesbo

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“Quando sono stato in Argentina sono rimasto colpito dal culto per la persona che hanno per quattro connazionali: Eva Peron, Che Guevara, Carlos Gardel e Maradona. Se non sei stato in Argentina non puoi capire questa cosa che sconfina in una sorta di religione”. (Jo Nesbo, scrittore norvegese)

49. Vittorio Sgarbi

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“Inutile cercare di dividere arte e vita, esprimere riserve, come molti hanno fatto, nella cronaca recente, per Maradona. Un giudizio morale che l’arte spazza via. Oggi è evidente anche per Maradona, come lo fu per Pasolini e per Caravaggio, del quale i limiti sono stati conosciuti e rappresentati nel giudizio come per personalità bipolare. Ma la morte allontana il male, lo cancella e ne indica il limite perverso. Maradona ha fatto male a se stesso e bene agli altri, ha donato felicità, ha riscattato Napoli da mortificazioni e umiliazioni. Ha regalato sogni; e i sogni rimangono. Le emozioni restano: in fondo un goal è un’opera d’arte, e determina una reazione che si moltiplica e accende gli animi. Non possiamo dire: Maradona ha giocato magnifiche partite ma è stato drogato, amico di camorristi, violento con le donne. Sarà stato, ma è stato. Così Caravaggio è stato prepotente, ingiusto, ha ucciso, ha cercato guai e, come Maradona, alla fine ha fatto più male a se stesso”. (Vittorio Sgarbi, critico d’arte)

50. Claudio Borghi

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“Il miglior Maradona era il primo, quand’eravamo ragazzi all’Argentinos Juniors. Era un genio allo stato puro, totalmente libero, era soltanto Diego e non ancora Maradona. Non aveva addosso la complicazione di essere il dio del calcio”. (Claudio Borghi, politico)

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