Palmese, tutti pazzi per la Serie D

Palma Campania – E’ tutto vero. La Palmese è stata più forte di ogni avversità. Più dura dei format e dei sospetti  partoriti da un assurdo regolamento sugli spareggi. Al termine della seconda partita del triangolare ha nuovamente vinto ai calci di rigore (5-6) in trasferta ad Angri con soli 80 biglietti per i suoi straripanti tifosi ed è la prima campana in serie D al termine di un’annata che ha del miracoloso.

CONTRO TUTTO – Senza campo, in costruzione da un anno. Senza favori del pronostico. Avversata da tutto e da tutti, si è presa la scena sino in fondo riportando tutta la Città in piazza dopo lunghi 20 anni di attesa. E in un attimo ieri sera si è fernato il tempo a Palma Campania. Fuochi d’artificio, gente in strada sotto la pioggia, il pulman della squadra atteso alla periferia del paese e scortato sino in piazza tra ali di folla in visibilio.

L’ETERNO RITORNO – Fu così nel 1970manno della storica prima promozione in IV serie. Nel 1978 quando arrivò in serie C battendo il Savoia in un indimenticabile spareggio a Cava dei Tirreni. Nel 2001 quando arrivò a vincere lo scudetto Dilettanti a Cesenatico. Come in quell’ultima volta, l’impresa porta il nome di Mario Pietropinto. Lo “stregone di Eboli”, che non voleva allenare più dopo l’ultima fatica alla guida della Cavese, non ha saputo resistere alla chiamata di quella che sente la sua seconda patria e si è commosso nella maniera più clamorosa. “Ho allenato dappertutto ma vi garantisco che quello che fa provare la Palmese non è paragonabile a nulla –è riuscito a dire innanzi ad un entusiasmo irrefrenabile – sono felice per loro, per questa gente che ha il pallone nel sangue. Vedere il loro sorriso mi dà emozioni che non so descrivere”.

NUOVO PROGETTO – E naturalmente, come in passato, sa bene che non è finita qui. Gli chiederanno ancora di continuare. In ogni faccia, dentro ad ogni cuore, da questo momento a Palma Campania c’è solo il desiderio della serie C. Non lo nasconde nessuno e in qualche maniera bisognerà fare ora. “Palma è il posto ideale per fare calcio – spega Pietropinto con la faccia arrossata dal pianto – sono vecchio e mi fanno sentire giovani. Sette mesi fa non avevamo i palloni per allenarci. Eravamo senza magliette e abbiamo ritardato la partenza degli allenamenti. In giro spendevano milioni. Noi avevamo il nome e la fede di questa gente. Forse non lo so raccontare. Ma auguro ad ogni allenatore di venire una volta nella vita ad allenare la Palmese. Questa nonè una squadra. E’ una famiglia. Piena di pazzi. Che sa di calcio e ti consente di fare calcio. Ogni partita è come fosse una partita di serie A. Dunque, nessuno faccia come hanno fatto Angri e Puteolana sentendosi più forti. Chi affronta la Palmese oggi o fra 100 anni ricordi che qui può accadere qualunque miracolo”.

OBIETTIVO SERIE C – Non lo dice, ma intorno a lui nel frastuono di clacson e fuochi sognano tutti ad occhi aperti. La nuova sfida si chiama stadio che dovrà essere pronto per fino Agosto. Quel giorno ci vorranno essere tutti. Sarà il giorno della ripartenza. E fino ad allora sarà festa ogni giorno. Orgoglio sfrenato. Passione che non ha pari. La Palmese sta già studiando. Si accettano scommesse. Ma vedrete che sarà puntuale. E’ tornata e…farà nuovamente parlare di se. Mentre Angri e Puteolana domenica prossima dovranno vedersela maledicendo di averla incontrata sulla loro strada.

l.a.

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