Palladino apre, Galliani insiste. Ibra a Monza, perché si può fare

L’allenatore dei brianzoli favorevole a Zlatan, pronto a salutare San Siro in grande stile. E l’a.d. vorrebbe riabbracciarlo dopo 13 anni…

Dice Adriano Galliani che “certi amori non finiscono e certi altri purtroppo sì”. Ecco, l’amore per Zlatan Ibrahimovic appartiene alla prima categoria, come ha confermato più volte l’amministratore delegato del Monza: vietato stupirsi, quindi, se tra qualche mese Ibra dovesse posare con la maglia biancorossa.

Perché sì

—  

Per prima cosa, l’opzione Monza per Zlatan è la più attraente tra tutte quelle sul tavolo. Ed è la più romantica, per distacco: ricominciare dallo U-Power Stadium significherebbe riannodare i fili con il passato e chiudere un altro cerchio. Dopo aver riabbracciato il Milan e averlo riportato al successo — uno scudetto undici anni dopo l’ultimo, vinto sempre con lui in campo —, Zlatan chiuderebbe con la proprietà e l’uomo che lo avevano voluto a tutti i costi nella prima vita rossonera. Come racconta Galliani nel libro Le memorie di Adriano G. – Storia di una passione infinita, l’acquisto di Ibra nel 2010 fu tutt’altro che semplice: una vera maratona per convincere lo svedese ad accettare la corte rossonera e lasciare il Barcellona. Galliani che si piazza nel salotto di Zlatan, la compagna Helena che chiede spiegazioni e Zlatan che dice: “Mi ha detto che finché non firmo per loro, non esce da casa nostra… Firmerò, cosa devo fare? Mica possiamo tenercelo in casa”. Una prova di nervi memorabile, che ha tutta l’aria di potersi materializzare tredici anni dopo: “Galliani mi chiama tutti i giorni da tre anni e mi dice sempre che Monza è bella, che c’è una bella natura, che sul tavolo c’è già il contratto”, ha detto Ibra alla Gazzetta pochi giorni fa.

Qui c’è spazio

—  

“Zlatan è un campione, valuteremo quel che c’è da valutare – ha commentato ieri Raffaele Palladino, tecnico del Monza -. Ovvio che per i grandi campioni ci sia sempre spazio. In Italia ci sono tanti grandi giocatori che vogliono venire a Monza: c’è grande appeal, la società è sana, giochiamo bene e si sta bene. Da lunedì programmeremo, abbiamo tutto giugno: non è facile trovare giocatori e uomini come quelli che servono a noi. Mi interessa che chi arriva, lo faccia con la mentalità giusta”. I più ottimisti — vedi i tifosi del Monza che sull’ipotesi Ibra hanno iniziato a fantasticare in tempi non sospetti — leggono in queste parole una mezza apertura: se i grandi campioni sono ben accetti in casa brianzola, allora a Ibra non resterebbe che accettare il corteggiamento di Galliani e iniziare a scrivere il nuovo capitolo di una carriera infinita. La piccola frenata di Palladino serve invece a riportare tutti con i piedi per terra: “Non abbiamo parlato di giocatori con Galliani, ne parleremo da lunedì mattina e inizieremo a programmare”.

E nei piani del club, la ricerca di un centravanti capace di moltiplicare i gol nell’area avversaria è una delle priorità per il prossimo mercato. Alla prima stagione in Serie A, il Monza di Berlusconi ha stupito e divertito ma nessuno, nella rosa di Palladino, è arrivato in doppia cifra: i capocannonieri, con sei gol ciascuno, sono Ciurria, Caprari e Carlos Augusto. Ovvero un centrocampista offensivo, una seconda punta e un terzino: serve più peso e l’Ibrahimovic di due stagioni fa — 15 gol in 19 partite di Serie A — sarebbe l’ideale. Il punto, come sempre ormai quando si parla di Ibra, è capire quali garanzie darà il fisico dello svedese in futuro: la stagione con lo scudetto sul petto, per Zlatan, si è rivelata un calvario e si è aggiunta ai tantissimi stop and go di quella passata. Ibra compirà 42 anni a ottobre e la domanda è lecita: a Monza sbarcherebbe il ricordo di un grande bomber o il Benjamin Button che ringiovanisce invecchiando?

Precedente I primi nomi che ha in mente Giuntoli per rifare l’attacco della Juve Successivo Ufficiale, Benzema lascia il Real Madrid. Il comunicato: “Affetto e gratitudine per una leggenda”