Palacios uomo dei sogni Leverkusen: l’anima ‘brava’ e i gol scaccia-Bayern

Per espugnare l’ostico campo dell’Augsburg nella prima partita del 2024, il Bayer Leverkusen ha avuto bisogno di un gol nel recupero: dopo aver sbattuto contro il muro eretto degli avversari per 94 minuti, a trovare il varco vincente nel cuore dell’area è stato Exequiel Palacios. Il centrocampista argentino, classe 1998, sta vivendo il miglior momento della sua carriera dall’arrivo in Germania nel gennaio del 2020 per 17 milioni di euro dal River Plate. Affermandosi, anche, come l’uomo dei gol pesanti.

Palacios, campione del mondo… dei gol pesanti

A contribuire alla sua crescita, indubbiamente, c’è stata la vittoria del Mondiale in Qatar a dicembre 2022, disputando tre spezzoni di gara. Un anno e mezzo prima aveva trionfato in Copa America, disputando i minuti conclusivi della finalissima con il Brasile.

Ai successi con la nazionale albiceleste non è corrisposta una crescita con il club: il prodotto dei Millonarios in Germania ha sempre faticato a trovare continuità, complice la difficoltà nel calarsi a livello tattico in un calcio diverso. Il rodaggio è durato oltre tre anni, ma ora il venticinquenne è un punto cardine dell’undici di Xabi Alonso: l’asse mediano che compone con Xhaka è tra ai migliori del campionato.

A ciò ha aggiunto una dote rara: la capacità di segnare gol pesanti nei minuti finali delle partite. Lo ha fatto ad Augsburg, ma lo aveva fatto anche al Bayern Monaco, su rigore, all’Allianz Arena, lo scorso 15 settembre. La sua rete permise di strappare il 2-2 che ora, di fatto, insieme al centro con l’Augsburg marca la differenza in classifica tra le due squadre che è pari a 4 punti, con i bavaresi che hanno una partita in meno. E a marzo 2023 aveva segnato una doppietta al Bayern, sempre su rigore, causando l’esonero di Nagelsmann. Kryptonite.

L’amore per il River e la fuga in curva

La freddezza di certo a Palacios non manca. Ma ad una mente fredda corrisponde un cuore caldo, che batte, inevitabilmente, per il suo River Plate. Non appena terminati gli impegni a livello di club lo scorso anno, il 25enne è tornato subito in patria. E il 23 dicembre era nella “barra brava” del River, per sostenere la squadra nel match contro il Rosario Central, munito di maglia con il suo nome. Risultato? Vittoria 2-0 nel Trofeo de Campeones. Si sa: l’anima argentina è differente.

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