Pagelle Roma-Milan: Mancini immenso, Dybala incanta

El Shaarawy 8

Chiusure provvidenziali, interventi da terzino puro, un lavorone in fase difensiva ma anche per far ripartire la squadra e cercare di tenere il pallone il più lontano possibile dalla zona calda. Blocca Theo Hernandez e ripiega su Leao: come all’andata è l’ago della bilancia per tenere sotto scacco la fascia rossonera.

Bove 7

Aggressivo, tenace, implacabile. Morde le caviglie degli avversari senza mai fermarsi: fondamentale nello schermare la difesa e aiutare El Shaarawy sulla fascia per frenare le accelerazioni di Leao.

Angeliño (36’ st) sv

Paredes 7,5

Un difensore centrale aggiunto, un regista impeccabile per smistare i palloni con attenzione e precisione, ma anche rallentare il ritmo partita nei momenti di maggiore spinta rossonera.

Pellegrini 8,5

Protagonista assoluto della partita con il suo lavoro difensivo e nelle azioni dei gol giallorossi. Colpisce il palo con una destro a giro splendido che regala la rete a Mancini, poi lancia l’azione in contropiede chiusa da Dybala. Eccezionale anche in copertura: è in uno stato di forma senza precedenti.

Renato Sanches (36’ st) sv

Dybala 8

Una magia, una perla, rara come lo è lui. Una classe infinita e di cui la Roma non può farne a meno. Il suo sinistro a giro è uno spettacolo per gli occhi. Esce tra gli applausi: il sacrificato dopo l’espulsione.

Llorente (43’ pt) 7,5

Entra e si fa subito sentire sugli attaccanti rossoneri. Ottime chiusure, concentrato e attento nelle fasi calde della partita. Decisivo anche nella chiusura in area sul tiro di Jovic.

Lukaku 7

Ha giocato ventotto minuti prima di lasciare il campo per infortunio, ma ha fatto il massimo. Si invola sul lancio di Pellegrini, poi saggiamente aspetta l’arrivo dei compagni per scaricare. E quel pallone poi respinto è stato preda di Dybala per il colpo del raddoppio.

Abraham (28’ st) 7

Tanta voglia di fare e di dimostrare. Prende il pallone, lo gestisce lontano dalla sua area per far respirare la squadra. Certo, quel tiro in porta sparato alto davanti alla porta grida vendetta: da perdonare vista la lunga assenza lontano dal campo.

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