Pagelle Lazio: Provedel pronto, Luis Alberto c’è, Felipe Anderson continuo

Lazio

Sarri (all.) 6 
La Lazio entra all’Allianz Arena con personalità, ma non riesce a trovare l’ultimo passaggio e il gol che avrebbero cambiato la storia. Regge e resta in partita quasi 40 minuti, all’improvviso si ritrova sotto di due gol: è una punizione eccessiva all’intervallo. Logico e inevitabile, nella ripresa, aprirsi al contropiede del Bayern. Le scelte iniziali (Vecino e Zaccagni) non lo ripagano, bisogna lo stesso dire grazie alla Lazio e al suo Comandante: nessuno avrebbe immaginato un cammino di questo tipo in Champions.  

Provedel 7 
Si fa trovare pronto e respinge il destro potentissimo di Musiala. Bene con i piedi, innesca con lucidità la costruzione, si fa valere in presa aerea sugli angoli. Tocca, ma non trattiene, il colpo di testa ravvicinato di Kane. Müller lo beffa da due passi sul destro di De Ligt. La respinta laterale, sul diagonale di Sané, favorisce il tap in del centravanti inglese: era complicato fare di meglio. Schiaffeggia sul palo il diagonale di Müller, evitando il poker e che il risultato assuma dimensioni enormi. 

Marusic 6 
Si immola almeno quattro o cinque volte respingendo gli assalti di Guerreiro e Musiala. Davanti si vede poco. E’ fermo sul 3-0 di Kane. 

Gila 6,5 
E’ commovente, soprattutto nei primi minuti, quando servono energia e personalità. Lo spagnolo non tradisce. Mura Sané, chiude Kane. Resta chiuso nel fortino accanto a Romagnoli. Una certezza. 

A. Romagnoli 6 
Gioca con lucidità qualsiasi pallone gli capiti sul sinistro, dedicandosi alla costruzione. Cerca di trasmettere tranquillità alla difesa. Forse si fa sorprendere da Müller sul primo gol del Bayern, ma non era semplice quella marcatura sul lancio di Pavlovic. 

Lu. Pellegrini 6 
E’ la mossa a sorpresa di Sarri, viene preferito a Hysaj (non al top) e si ripresenta bene dopo il rosso preso contro il Milan. Ci mette temperamento e qualità nella gestione della palla. Dietro è normale concedere qualcosa a Sané, ma in fase offensiva aggiunge soluzioni. Un recupero prezioso. 

Guendouzi 6 
Impatto pieno di energia e di scossoni, gli manca l’ultimo passaggio o la rifinitura. Alla resa dei conti, il francese è uno dei meno imbarazzati nel confronto con i fuoriclasse del Bayern. 

Vecino 5 
L’uruguaiano si aggiudica il ballottaggio con Cataldi e si preoccupa di presidiare la posizione davanti alla difesa. Si vede pochissimo. Sarri preferisce l’esperienza, ma perde in palleggio rispetto all’Olimpico. E’ giusta la sostituzione. 

Cataldi (16’ st) 6 
Entra e prende la fascia di capitano di Ciro, può fare poco: Kane chiude subito il conto. 

Luis Alberto 6,5 
E’ il vero regista della Lazio, supplisce alla panchina di Cataldi arretrando per giocare molti palloni. Lo spagnolo produce anche una buona fase difensiva. E’ l’unico, nella ripresa, ad andare al tiro. Sarri gli risparmia il finale: meglio tenerlo per il campionato. 

Kamada (35’ st) sv 
Il giapponese, abituato alla Bundelisga, riappare sulla scena per una manciata di minuti. 

Felipe Anderson 6,5 
Parte con personalità e iniziativa, capisce quando deve venire fuori da solo, alleggerendo la pressione tedesca. E’ uno dei più continui e positivi della Lazio. 

Pedro (30’ st) sv 
Sarri concede all’ex fuoriclasse di Barcellona e Chelsea l’ultima recita Champions. 

Immobile 5 
Gioca tre o quattro palloni di grande intelligenza dentro la partenza convincente della Lazio. Dura 15 minuti, poi resta isolato davanti e fallisce l’occasione della vita, davanti a Neuer, sullo 0-0. In tuffo, mette fuori di testa il pallone su cui potrebbe girare la partita. Paga uno scontro con De Ligt, trauma al ginocchio: deve uscire. 

Castellanos (16’ st) 5,5 
La partita è finita, ma il Taty gioca in una sola direzione, mai verso la porta: va incontro ai centrocampisti. 

Zaccagni 5,5 
Non è ancora in condizione dopo uno stop lungo 45 giorni. Sessanta minuti in cui sbaglia diversi palloni. Ne gioca uno meraviglioso, scodellando sulla testa di Immobile la palla del possibile 0-1. E’ l’unico. 

Isaksen (16’ st) 6 
Prova a combinare qualcosa, forse avrebbe dovuto giocare dall’inizio. 

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