Osimhen salva il Napoli, pari col Barça. Juve e Mondiale per Club: cosa cambia

NAPOLI – Inizia con un pareggio l’avventura di Francesco Calzona sulla panchina del Napoli. Gli azzurri, infatti, nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, non vanno oltre l’1-1 interno con il Barcellona di Xavi, che sblocca il risultato con Robert Lewandowski al 60′: Pedri serve il bomber polacco con un tunnel ai danni di Rrahmani che, in modo analogo, beffa Meret calciando sotto le gambe di Di Lorenzo sul primo palo. Il pareggio, invece, porta la firma di Victor Osimhen quindici giri di lancetta più tardi: l’attaccante nigeriano prende posizione su Inigo Martinez, si avvita con grande rapidità e, da due passi, batte Ter Stegen. Avvio timoroso dei padroni di casa, che rischiano di capitolare in almeno tre occasioni nei primi 20′ di gioco, graziati dal 16enne Yamal e dallo stesso ex Bayern, poi crescono col passare dei minuti, salvo tornare ad arretrare nel corso della ripresa. Spettatrice interessata la Juventus che, in caso di qualificazione dei blaugrana, potrebbe festeggiare la quasi certa partecipazione al prossimo Mondiale per club (l’unica insidia, in quel caso, resterebbe la Lazio che, però, per ‘scippare’ il posto ai bianconeri, dovrebbe o sollevare al cielo la Champions, o vincere tutti gli incontri fino alla semifinale di ritorno con la contemporanea uscita del Napoli agli ottavi o ai quarti con zero vittorie nelle quattro partite della fase a eliminazione diretta).

Il Porto batte l’Arsenal

Va ai padroni di casa la sfida del Do Dragao tra Porto e Arsenal. Partono meglio i lusitani, pericolosi con Pepe Aquino e, soprattutto, Galeno, e la risposta – velleitaria – dei Gunners è affidata ai tentativi di Trossard e Saliba. Evanilson torna a pungere in chiusura di primo tempo, seguito a stretto giro di posta da Saka e Havertz, mentre al culmine della ripresa, quando nervosismo (quattro ammoniti, due per parte, in appena dieci minuti) e paura di perdere sembravano dover congelare il risultato sullo 0-0 fino al triplice fischio dell’arbitro, la prodezza di Galeno – al 94′ – regala il successo a Sergio Conceiçao.

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