Operazione contro la ‘ndrangheta: indagato Cozza, ex capitano della Reggina

Secondo la Procura di Reggio Calabria, che ha emesso 12 mandati di arresto, l’ex calciatore sarebbe intestatario fittizio di alcuni beni

C’è anche il nome di Francesco Cozza, nel registro degli indagati della Procura di Reggio Calabria. L’ex fantasista e capitano della Reggina, 48 anni, sarebbe – secondo l’accusa – l’intestatario fittizio di alcuni beni in cui sembra esserci la compartecipazione della ‘ndrangheta. La rivelazione è stata fatta dal collaboratore di giustizia Enrico De Rosa, nell’interrogatorio svolto il 28 ottobre 2019.

L’ACCUSA

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Secondo il pentito, Cozza avrebbe anche intrapreso alcuni affari con la famiglia De Stefano, storici esponenti della criminalità organizzata calabrese. Per questo si parla di “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, auto-riciclaggio e reimpiego”. Il coinvolgimento è emerso nell’ambito dell’operazione Planning, con il giudice delle indagini preliminari che ha emesso 12 mandati di arresto, di cui otto per il carcere (tra cui l’ex consigliere comunale Giovanni Suraci) e quattro per i domiciliari. Da quanto risulta dalle indagini dei magistrati, un gruppo di imprenditori edili avrebbe stretto una collaborazione con alcuni esponenti della ‘ndrangheta attraverso società intestate a terzi. La partecipazione criminale avrebbe da un lato arricchito i delinquenti e dall’altro garantito il buon esito degli affari, anche attraverso l’intimidazione. Grazie a questo sodalizio, sarebbe stato possibile costruire alcuni centri commerciali in Abruzzo, in particolare con l’apertura di due supermercati in provincia di Pescara, amministrati dalla Business Group Spa e gestiti attraverso la Business Food Srl. Il ricavato di queste attività sarebbe stato poi riciclato aggirando le leggi in vigore con l’ausilio di rapporti giuridici inesistenti.

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