Nuovo allenatore Napoli, da Gasperini a Conte: svelata la strategia di De Laurentiis

C’ è voglia di futuro. De Laurentiis ha fretta di definire al più presto l’arrivo del nuovo allenatore. Vuole cominciare a programmare subito la nuova stagione. La rifondazione partirà dalla panchina fino ad arrivare al campo con un organico da ridefinire. Il Napoli ha individuato in Gian Piero Gasperini l’uomo della rinascita. De Laurentiis sa che la stagione dell’Atalanta è ancora tutta da scrivere, mercoledì c’è la finale di Europa League, per questo – apprezzando la sua serietà – ha scelto di rispettare le sue tempistiche ma, dovendo far coincidere le rispettive esigenze, aspetta una risposta nel più breve tempo possibile, cioè in una settimana. Sullo sfondo, comunque in cima, resta Antonio Conte, un antico pallino di De Laurentiis, già cercato a ottobre per sostituire Garcia. Oggi i tempi sarebbero maturi. Il presidente riflette, attende, resta sereno: ieri, a margine dell’Assemblea di Lega a Roma, ha sorriso e glissato ai cronisti che gli chiedevano chi fosse in pole tra Gasperini, Conte e Italiano per la panchina del Napoli.

Tutto su Gasperini

C’è un preferito, si chiama Gasperini, ma è anche l’allenatore più impegnato del momento. La finale di Coppa Italia è stata archiviata ieri, all’orizzonte c’è la fine del campionato, con l’obiettivo qualificazione alla prossima Champions League, e la finale di Europa League, in programma mercoledì prossimo a Dublino contro il Bayer Leverkusen. Gasperini ha aperto al Napoli e in diretta tv dopo la Roma ha confermato la stima storica nei suoi confronti di De Laurentiis. Nel 2011 il tecnico dell’Atalanta – con cui ha un contratto fino al 2025 – fu allenatore del Napoli per qualche ora prima del rinnovo di Mazzarri, nel 2019 Giuntoli andò a trovarlo a Torino al tramonto della prima stagione di Ancelotti. Gasp in questi anni si è confermato ad alti livelli. De Laurentiis apprezza il suo calcio aggressivo e offensivo, la valorizzazione dei giovani, la capacità di coinvolgere tutta la rosa. L’idea del cambio modulo, con la difesa a tre, non sarebbe un problema. 


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