Nuova Juve, il primo test è quasi una Champions

TORINO- In America, alla scoperta della Juve. Inizia la tournée negli Stati Uniti e si alza il velo sulla nuova creatura di Allegri. Il mercato ha rilanciato in grande stile i bianconeri, con un terzetto di rinforzi che li riporta, almeno sulla carta, al centro della scena. Di Maria, Pogba e ora Bremer: certamente un bel modo per ripartire a caccia del trono del Milan. Adesso tocca a Max incominciare a plasmare la squadra: serve la sua mano per inserire i nuovi acquisti, serve il suo tocco per riportare la Signora immediatamente al vertice. Non c’è alternativa, infatti, dopo una stagione di basso profilo come la scorsa, la prima conclusa senza titoli dopo dieci anni; un’anomalia nella storia recente del club, capace di dominare appunto per una decade. C’è bisogno di un immediato cambio di rotta, insomma, e c’è bisogno di essere subito sul pezzo, come impone l’atipicità del calendario ’22-23, condizionato nel suo svolgimento dalla pausa di quasi due mesi, da metà novembre, per i Mondiali del Qatar. Tra poco più di tre settimane sarà già campionato, si giocherà per i tre punti e non saranno ammesse partenze false come un anno fa.

Juve verso gli Stati Uniti: Di Maria e Pogba inseparabili, Vlahovic è ok

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Juve verso gli Stati Uniti: Di Maria e Pogba inseparabili, Vlahovic è ok

La missione della Juve

La Juve ha una sola e chiara missione: tornare a vincere. È l’unica via percorribile e Allegri ne è perfettamente consapevole: pure per lui i jolly sono finiti, pure lui non può più sbagliare. Soprattutto dopo che la società ha esaudito finora tutte le sue richieste, garantendogli i rinforzi che gli permettano di costruire una squadra a sua immagine. Max ha chiesto qualità, esperienza e leadership, da innestare in un gruppo giovane che ha denotato carenze da questo punto di vista. Di Maria e Pogba assicurano tale bagaglio di caratteristiche. E poi c’è Bremer, chiamato a riempire il vuoto lasciato da De Ligt e Chiellini, anche se potrebbe arrivare un ulteriore rinforzo in difesa. Il brasiliano era il secondo nome della lista dei preferiti del tecnico dopo Koulibaly: è il colpo di prospettiva, colui che dovrà diventare il leader del futuro. Era il ruolo che spettava a De Ligt nei programmi del club; ora toccherà all’ex granata, miglior difensore dell’ultimo campionato. 

Crash test negli Stati Uniti

Su il sipario, quindi, sulla Signora. Negli Stati Uniti ci sarà l’immediato crash test contro avversari probanti. La Juve sarà impegnata nel Soccer Champions Tour in tre amichevoli contro Chivas Guadalajara, Barcellona e Real Madrid. Si fa subito sul serio, insomma. Da questo trittico di partite, peraltro abbastanza ravvicinate, arriveranno le prime risposte sullo stato dell’arte in casa bianconera. Allegri inizierà a sperimentare l’intesa tra Di Maria e Vlahovic, punti fermi di un tridente che sarà completato da Chiesa, quando tornerà dall’infortunio, e da un nuovo esterno in arrivo dal mercato. Bisogna ritrovare i gol perduti e la strada passa soprattutto dal feeling tra il Fideo e il bomber serbo. Il canovaccio di Max prevede la costruzione di una squadra fisica, solida, verticale e veloce nell’esecuzione, basata sul 4-3-3. In questo contesto, sarà fondamentale l’impatto di Pogba su un centrocampo che è stato uno dei principali problemi degli ultimi anni. L’idea di partenza prevede il francese mezzala sinistra, con Locatelli in regia e McKennie interno destro. Ciak, si gira la nuova Juve.

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