No del Napoli allo United per Koulibaly: 30 milioni non bastano

De Laurentiis non svende nemmeno Fabian Ruiz. Il nodo di Insigne, in scadenza tra un anno. E a sinistra caccia a Emerson

Dal nostro inviato Maurizio Nicita

19 luglio – Dimaro (Tn)

C’è bisogno di una scintilla per accendere il mercato del Napoli. Perché se non arriva una buona offerta per i suoi gioielli, Aurelio De Laurentiis non è disposto a svendere. E senza entrate il Napoli non compra, e su questo il presidente è stato categorico, affiancato dall’amministratore delegato Andrea Chiavelli: l’uomo dei conti che dice no. Del resto anche il bilancio chiuso a giugno sarà in perdita di una cifra sicuramente superiore ai 20 milioni di euro, evidenza della crisi pandemica che ha creato cali notevoli di fatturato. Questo non significa però che il Napoli sia un posto dove sia facile comprare. “Pagare moneta, vedere cammello”, ama ripetere ADL, che non ha paura a dire no, nonostante le difficoltà.

E così De Laurentiis avrebbe detto no a una offerta di 30 milioni per il cartellino di Kalidou Koulibaly portata dall’agente del giocatore, Fali Ramadani, per conto del Manchester United. E dire che quei 30, unitamente ai 22 circa che il Napoli risparmierebbe per i due anni di contratto che il senegalese ha ancora con il club azzurro (è il più pagato con 6 milioni netti di ingaggio), significherebbero oltre 50 milioni di sgravio a bilancio. Ma la strategia del patron comunque è chiara e lancia un segnale forte all’esterno, soprattutto ai ricchi della Premier: il Napoli rimane bottega cara e non esistono saldi di fine stagione. Un discorso che non vale solo per il forte difensore senegalese, ma anche – per esempio – per Fabian Ruiz, il quotato centrocampista spagnolo.

Non ci permettiamo di discutere le strategie di un club che da anni è un modello per equilibrio fra bilancio e risultati sul campo, senza doping finanziario. Però è chiaro che poi c’è un aspetto squadra, che Luciano Spalletti dovrà gestire con la sua notevole esperienza. Ma se rimangono giocatori scontenti non è semplice poi gestirli. E Koulibaly, per fare un esempio, da un anno e mezzo vive… con la valigia pronta e il suo rendimento finisce col risentirne. Logicamente – e lo ha detto con schiettezza – l’allenatore spera che il gigante senegalese resti a guidare la sua difesa e cerca di motivarlo, esaltando le sue qualità di uomo-spogliatoio, il suo carisma non solo tecnico.

Basterà? Kalidou resterà sereno? Le risposte arriveranno solo a chiusura di mercato. Perché fino a quel momento il Napoli – se arriveranno offerte congrue – potrà cedere qualsiasi giocatore. E il pensiero va anche a Lorenzo Insigne il cui rinnovo di contratto finora sempre rimandato, è un altro dei tormentoni. E, sempre per fare un esempio, se quei 30 milioni offerti per Koulibaly riguardassero Insigne, ecco che la cessione del capitano diverrebbe una ipotesi più che concreta, visto che il suo contratto scade fra un anno. Spalletti intanto si concentra sul lavoro, ben sapendo che la spada di Damocle del mercato per oltre quaranta giorni influirà sulla squadra, inevitabilmente. Luciano in cuor suo spera che nessuno dei big parta e chiede una sola cosa: “Aspettiamo di vedere Ghoulam, ma un terzino sinistro ci serve”. E che sia Emerson Palmieri il rinforzo richiesto non è un mistero.

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