Nicolato risponde al c.t. spagnolo: “Noi antisportivi? Non segnavano e quindi…”

“Siamo stati aggressivi, sì, ma mai per fare male”, ha detto il tecnico degli azzurrini rispondendo alle accuse di De la Fuente e dei media spagnoli. “Ora testa alla Slovenia…”

dal nostro inviato  Alex Frosio

29 marzo – Maribor (Slovenia)

Italia antisportiva. Il c.t. della Spagna Luis De la Fuente ci è andato giù piatto, sabato sera, dopo lo 0-0 con gli azzurri nella seconda giornata dell’Europeo Under 21, finita con due espulsi tra i nostri (Scamacca e Rovella) e uno nella Rojita (Mingueza). Ma Paolo Nicolato, uno che ha fondato tutta la propria carriera da tecnico sul rispetto di una certa etica, non ci sta: “Mi dispiace che il c.t. della Spagna abbia detto questo. Passione, aggressività e voglia di arrivare per me sono dei valori, sono quelli che chiedo alla mia squadra, e non mi pare di aver visto un solo intervento violento. Anzi, forse loro hanno pure accentuato un po’… Forse lui venendo da così tante partite di fila con almeno un gol segnato ci è rimasto male: non riesco a segnare quindi ti accuso di anti-sportività. Eh no… Ma dissento: non siamo stati antisportivi, abbiamo provato a fare del nostro meglio. Siamo stati aggressivi, sì, ma mai per fare male. Aggressività e determinazione sono valori che apprezzo perché mi dicono che si tiene a quello che si fa, a determinare il proprio destino. Ma non accetterei mai comportamenti non sportivi. Certo, non giustifico certe espulsioni, come quelle di Tonali e Rovella, perché non fanno parte di ciò che io voglio, ma nelle altre ammonizioni non c’è mai stata antisportività o eccesso di violenza. Non siamo facili da affrontare, ma antisportivi proprio no”.

arbitraggi severi

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Anche gli arbitraggi sono sembrati un po’ severi: “La sensazione che ho qui è che questa manifestazione è importante e non deve essere un progetto-pilota per sperimentazioni di regolamento. Il contatto fisico fa parte del nostro sport, bisogna però anche cercare di comprendere la dinamica del gesto, altrimenti non si finiscono le partite”. Tornano sul confronto con la Spagna, gli stessi media iberici hanno sottolineato come l’Italia abbia puntato sui calci perché sapeva di essere inferiore sul piano del gioco. “Ma ci hanno tirato in porta solo in superiorità numerica”, ricorda Nicolato.

rovella meglio di villar

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La Rojita ha fatto possesso e pressione ma con poca pericolosità, un aggiramento che non ha quasi mai oltrepassato la trequarti, e dopo un’ora è calata e anche l’Italia ha mostrato la propria qualità. L’Europeo è un torneo a squadre, vero, ma è pure una vetrina per tanti giovani. E per restare al match di sabato, il genoano Rovella per lucidità e personalità ha impressionato molto di più del celebrato Villar, che gioca stabilmente nella Roma, così come se un osservatore avesse messo nel mirino un difensore avrebbe certamente annotato il nome di Delprato, che ha annullato il centravanti Ruiz, mentre i piccoletti spagnoli – tecnicamente dotatissimo, nulla da dire e anzi molto da invidiare – non sarebbero nemmeno facili da distinguere (se non per i capelli, come Cucurella).

“Mi lega a Locatelli una stima non per la lunghezza del rapporto – perché l’ho avuto solo nel primo anno, e ha dato contributo importante alla qualificazione, da capitano -, ma per la sua intelligenza sopra la media, non solo calcistica. Rimpiango di averlo perso così in fretta, al di là dei valori tecnici, proprio per i suoi valori umani, per lo stimolo che mi dava, per le cose su cui mi faceva riflettere. Sono molto contento per lui, sta ottenendo soddisfazioni veramente meritate e che non sono estemporanee. Si è ricostruito come giocatore e non era facile”.

ora la slovenia

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Comunque, ora testa alla Slovenia, che proprio dal punto di vista mentale è un ostacolo: “La cosa principale è ricostituire energie nervose, perché la Spagna ha dato soddisfazione per impegno e organizzazione però c’è il rischio di pensare che basti qualcosa in meno, ed è un rischio da non correre. La Slovenia non è un avversario facile, come noi si gioca la qualificazione: si sa difendere, è intensa nella fase difensiva, punta su un recupero palla basso e ripartenze veloci e a noi dà un po’ fastidio. Mi aspetto si possano giocare tutto negli ultimi 20-25’, sono ragazzi che sanno stare dentro la partita”.

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