Nicola: “Finiamo in bellezza. Ho dimostrato di essere uno da Toro”

Il tecnico alla vigilia dell’ultima partita: “Orgoglioso d’aver raggiunto il primo obiettivo. Domani con la formazione tipo per agganciare chi ci sta davanti. Il futuro? Da lunedì ne parlerò con Cairo”

Dal nostro inviato Mario Pagliara

22 maggio – torino

“Sono qui non per un saluto orgoglioso, ma questa è una conferenza orgogliosa per aver raggiunto un primo obiettivo”. Comincia da qui, Davide Nicola, nell’incontro con i cronisti alla vigilia di questo ultimo atto della stagione, in programma domani sera allo stadio Olimpico Grande Torino contro il Benevento. Gliela si legge negli occhi la serenità di chi ha lavorato “senza mai risparmiarsi un secondo” per centrare una salvezza con un turno di anticipo che è stata la “più complessa della mia carriera, e per nulla scontata”.

Il campionato non è ancora archiviato, e il Toro vuole adesso chiuderlo in bellezza, centrando domani la vittoria. “Credetemi, guardatemi negli occhi: per me domani sarà la partita più importante – riparte Davide Nicola -. Io procedo sempre in maniera progressiva e per obiettivi: con la salvezza abbiamo raggiunto un primo obiettivo, ma adesso sto pensando solo al secondo obiettivo che è domani, perché vogliamo andare ad agganciare le squadre che ci sono davanti in classifica. Poi ne ho un terzo, ma di quello ne parleremo da lunedì quando incontrerò il presidente Urbano Cairo, che ringrazio per avermi affidato la responsabilità di guidare un club così importante, e il direttore Davide Vagnati”.

giocano i migliori

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Con queste premesse, non ci sono più dubbi: domani i granata scenderanno in campo con l’undici tipo. Non sarà né una passerella né sarà tempo di turnover. “Farò la migliore formazione possibile – risponde il tecnico granata -. Dopo le valutazioni del nostro staff medico del pomeriggio, vedremo chi è completamente a posto per farne una importante. Quindi sarà la migliore formazione possibile, quella che abbiamo quasi sempre schierato”. E per chi avesse ancora dei dubbi, Nicola li chiarisce tutti: “Domani vogliamo giocarla da Toro a tutti gli effetti, è questo lo spirito con cui mi accingo ad affrontare questa ultima partita”.

emozioni

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L’occasione è anche utile per tracciare un bilancio della sua gestione, lui che è subentrato il 19 gennaio. “Ci tenevo ad allenare il Toro, perché è un club di grande prestigio. Non c’è stato un solo giorno in cui non mi sia concentrato e in cui non abbia speso tutto. Dietro questo risultato c’è un grandissimo lavoro. Sono soddisfatto per il lavoro fatto in virtù del contesto nel quale mi sono trovato quando sono arrivato, non sarei soddisfatto se questo diventasse il nostro leitmotiv”. Orgoglio e soddisfazione sono parole che ritornano spesso: “La soddisfazione e l’orgoglio sono per il senso di responsabilità che avverto nel rappresentare la nostra gente, l’intero club, il mio presidente. Tutti insieme abbiamo dimostrato che quando c’è un’unità di intenti tutto è possibile”. Un attimo dopo Nicola aggiunge: “Sono convinto che, nella mia carriera, ho dimostrato di avere le capacità sia di poter iniziare una stagione dall’inizio, sia di poter essere sufficientemente malleabile per adattare la mia filosofia e i miei principi anche in corso a qualsiasi contesto. Tutto ciò che arriverà da dopodomani sarà una ulteriore sfida”.

uno da toro

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È stata un’esperienza intensa, anche e soprattutto emotivamente per lui, tecnico torinese e torinista. “Qualsiasi cosa decida di fare la faccio per arricchirmi come uomo e come professionista – racconta -. Anche questa esperienza dimostra che la mia metodologia e il mio modo di concepire il calcio è applicabile a diversi contesti e a diverse squadre. Questo mi rende particolarmente felice e consapevole che è la strada giusta. Ogni avventura di lascia qualcosa di importante, questa ancora di più”. Ricostruisce che “la capacità del Torino sotto la mia gestione è stata di acquisire subita una certa identità diversa rispetto al passato”, sottolineando come “c’è stata una buona continuità di prestazioni e risultati, senza grandi picchi ma senza scivoloni a parte la sconfitta con il Milan. Con sole due partite, appunto, in cui non abbiamo espresso il nostro meglio, ma con la Lazio siamo subito tornati a seguire la nostra strada. Io il voto non me lo do, ma sono ampiamente soddisfatto e ho dimostrato di essere uno da Toro”.

il toro è ambizione

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Da alcuni giorni, all’interno della società si è aperta una riflessione a tutto tondo, che comprende anche l’allenatore del futuro. Dopo il Benevento ne parleranno il presidente Cairo e il tecnico Nicola. “Nel nostro lavoro bisogna avere una capacità di distacco da ciò che ti gira intorno – conclude Nicola -. A me non dà fastidio che si leggano dei nomi sul giornale, perché chiunque ambirebbe ad allenare il Torino. Non è un problema. Da parte mia c’è la dimostrazione del fatto di aver dimostrato di essere da Torino. Da lunedì ne riparliamo. E magari da lunedì potremmo pure scoprire che questa non è stata una conferenza di addio”.

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