Nedved, l’inizio della leggenda: la Juve lo celebra così

Il 5 luglio è un giorno importante nella storia della Juventus. Proprio in questa data, nel 2001, veniva infatti ufficializzato il passaggio di Pavel Nedved in bianconero dalla Lazio. Un trasferimento destinato ad entrare nella leggenda, non solo perché era arrivato per sostituire un certo Zidane, ma soprattutto per quello mostrato in campo. Quattro scudetti, due Coppa Italia e quattro Supercoppe, con la gioia del Pallone d’Oro nel 2003 e la scelta di scendere in Serie B solo tre anni dopo. Una storia che la Juventus ha voluto ricordare oggi sul proprio sito.

Nedved, 23 anni fa l’arrivo in bianconero: la dedica della Juve

Il club bianconero ha celebrato così l’ex calciatore tramite una lettera sul proprio sito: “5 luglio 2001. Partito Zinedine Zidane, la nuova Juventus che stava nascendo in quell’estate – e che ha già gettato le fondamenta sia tra i pali che in difesa – trova in Pavel Nedved il giocatore giusto per garantirsi il necessario cambio di passo dal centrocampo in su. Un acquisto da 75 miliardi di lire, di quelli che sconvolgevano ogni anno gli scenari in una Serie A piena di talento e con tante squadre a caccia della conquista dello Scudetto. Nonostante l’abbondanza e la qualità delle rose però, di campioni come Nedved in giro se ne vedevano davvero pochi – come dimostrerà poi nel corso della sua carriera in bianconero, raggiungendo ogni genere di traguardo personale e di squadra”.

Juve-Nedved, dalla prima intervista al record di presenze

Il comunicato prosegue con le prime parole del calciatore cieco in bianconero e con i successi che è riuscito a conquistare in campo: “In quelle giornate convulse, in cui i tifosi biancocelesti puntavano il dito contro la proprietà della squadra romana per una cessione a loro avviso sbagliata, fu lo stesso Nedved a prendere parola e a sottolineare: «Ho scelto io la Juventus, perché so che in bianconero posso vincere tutto. E mi assumo in pieno la responsabilità di questa scelta». La prima di una lunga serie di momenti in cui il talento ceco ha deciso di esporsi in prima persona, di metterci la faccia, riuscendo spesso e volentieri ad andare oltre il ruolo di semplice “calciatore” di cui in molti si accontentano in campo. Non che il giocatore non lo sapesse fare, anzi: nel frattempo Nedved è diventato lo straniero ad aver collezionato il maggior numero di presenze in maglia bianconera – 327, raggiunto proprio nell’ultima di campionato di questa stagione da Alex Sandro – aggiungendo anche 65 reti al suo bottino personale, oltre a una grinta e a una determinazione che restano (al di là del talento) il vero motore e spinta di un Pallone d’Oro diverso dagli altri. Real Madrid o Rimini, per Pavel non ha mai fatto alcuna differenza: l’importante era sempre garantire il massimo contributo per sé e per la squadra. Una grande storia di calcio (e non solo) iniziata 23 anni fa”.

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