Nardella: “I lavori al Franchi? La Fiorentina lo sa da due anni”

Il sindaco di Firenze: “Il Governo ha stanziato 150 milioni che abbiamo il dovere di utilizzare per la riqualificazione. Poi le loro priorità sono cambiate”

Ilaria Masini

15 gennaio – 17:36 – firenze

Diminuisce il tempo, aumentano le tensioni. La ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi sta accendendo sempre più il dibattito in città e il nodo principale al momento è dove andrà a giocare la Fiorentina durante i lavori. L’ultimo capitolo arriva dal sindaco Dario Nardella che ha voluto ribadire alcuni punti fermi e chiarire altre dinamiche.

tutti sapevano

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“Il Governo ha stanziato 150 milioni per questo progetto – ha detto Nardella – e abbiamo il dovere di utilizzarli per la riqualificazione dello stadio. Questo lo sapevano tutti, anche la Fiorentina. Tant’è che la società viola nel 2022 ci ha chiesto di rimanere a giocare al Franchi per questa stagione e di essere disposta ad andare altrove per le prossime due (’24-25 e ’25-26, ndr). Poi sono cambiate le loro priorità e noi ci siamo messi a disposizione facendo dei sopralluoghi e, scartate alcune ipotesi, abbiamo individuato il Padovani come una delle migliori soluzioni visto che è vicino al Franchi. In quest’impianto abbiamo investito 10 milioni”. Il Padovani è lo stadio del rugby, ma per completarlo affinché sia adeguato a patite di calcio di Serie A, serverebbero altri 5 milioni, un investimento che la Fiorentina ha sempre detto di non voler fare su quell’impianto. E questo è un altro dei tanti nodi da sciogliere. Nel frattempo è stata archiviata in modo definitivo la soluzione “Castellani”: “Mi dispiace per come si è chiusa la vicenda – ha continuato il sindaco – però Empoli è un’ipotesi tramontata. Noi continuiamo a lavorare su altre opzioni, ma la Fiorentina avrà l’ultima parola. Ricordo che non è il sindaco che decide dove giocare, il mio compito è un altro ovvero realizzare un’opera pubblica fondamentale per la città”. Tuttavia il tempo stringe e una soluzione ancora non c’è, a pochi mesi dal trasloco della Fiorentina che non vuole muoversi da Firenze. Nemmeno il maxi vertice in Prefettura di giovedì scorso, alla presenza di tutte le parti interessate, ha portato a una conclusione e il tavolo è stato riaggiornato.

scontri e confronti

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L’argomento è complesso e merita un piccolo passo indietro: una volta individuata la ditta e annunciato l’imminente inizio dei lavori, la Fiorentina e il Comune di Firenze hanno avuto un acceso dibattito a distanza. Dopo la partita con il Torino il 29 dicembre il d.g. Joe Barone aveva ricordato che il club voleva rimanere in città e aveva chiesto pure una riprogrammazione delle tempistiche dei lavori finché non fosse stato individuato un impianto in cui giocare oppure di rimanere al Franchi con lavori “a tappe” e capienza ridotta. Il direttore generale si era detto preoccupato, aveva attaccato la politica locale dicendo che la Fiorentina sarebbe stata costretta ad andare a Modena o a Cesena (ipotesi già tramontate) e aveva considerato l’annuncio dell’inizio dei lavori come “uno schiaffo per tutto il popolo viola”. Il giorno successivo era arrivata la reazione del sindaco che aveva parlato di “una grave mancanza di rispetto per le istituzioni, per il Comune, la città di Firenze e i fiorentini, tanto più alla luce degli ottimi rapporti con la proprietà di Acf Fiorentina”. Buoni rapporti che Nardella ha ribadito anche questa mattina: “A Bologna e Cagliari le società hanno investito nello stadio alternativo provvisorio, qui invece siamo intervenuti noi. Il mio rapporto di grande rispetto con la famiglia Commisso è sincero, ma dobbiamo parlare chiaramente alla città”. Il sindaco ha infine risposto a proposito della dura contestazione di ieri nei suoi confronti da parte dalla Curva Fiesole: “I tifosi che mostrano il proprio dissenso hanno il diritto di sapere come stanno le cose. Probabilmente non siamo stati sufficientemente chiari, ma da oggi lo faremo”.

problema denaro

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L’altro grande ostacolo che dovrà essere risolto dal Comune di Firenze è quello relativo al denaro destinato alla ristrutturazione. Inizialmente erano stati stanziati dal Governo più di 200 milioni, ma successivamente ne sono stati definanziati 55, soldi che l’amministrazione dovrà in qualche modo reperire per completare il progetto di restyling del Franchi. Da ricordare infine che i lavori dovranno iniziare entro la fine di marzo 2024 e terminare entro il 31 dicembre 2026, secondo le scadenze previste per le opere del Pnrr. Ad ora non ci sono deroghe.

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