Napoli, la cooperativa del gol: segnano tutti, anche in nazionale

NAPOLI – Visto che il tempo è volato via troppo velocemente e che dal 7 marzo se ne è andato (quasi) un mese, Victor Osimhen, sapendo che il Bologna – una specie di vittima sacrificale: due reti su tre – non lo incontrerà in più, si è messo in proprio e si è allenato contro il Lesotho: gol e assist, per ricominciare e spiegare a Gattuso che di lui ci si può fidare. Quando il venticello caldo della Storia ti passa al fianco e ti accarezza, è il caso di approfittarne e di lasciarsi dondolare dolcemente: Eljif Elmas, spudoratamente, a ventuno anni ha già qualcosa da raccontare, quando verrà il momento, a figli e nipotini, e nella vittoria con la Macedonia in casa della Germania ci ha messo qualcosa di suo, ad esempio il talento, che il Napoli ha solo intravisto e in varie zone del campo – anche da mediano, anche da prima punta, anche da esterno basso – e mai da mezzala, ch’è il ruolo nel quale sa recitare meglio: su uno di quei palloni che gli esterni scaricano in mezzo all’area, aspettando il «rimorchio», il «bimbo», una specie di enfant-prodige di cui ogni tanto si ha percezione, s’è catapultato con eleganza e poi di piatto, pam, s’è preso un posto tra gli idoli d’un Paese che ancora non ci crede. Ma non è finita qua, perché il Napoli ha risorse nascoste (?) ovunque e Hirving Lozano, ormai lanciatissimo, essendosi preso una pausa per colpa di un accidente contro la Juventus, ha deciso di scaldarsi per ritrovarsi carico proprio con la Vecchia Signora, con la quale c’è un appuntamento rinviato da sei mesi a Torino, mercoledì prossimo: intanto, unghiata al Costa Rica e disponibilità assoluta, se Gattuso ne avrà bisogno, per ciò che servirà con il Crotone.

Osimhen, il gol con la Nigeria

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Osimhen, il gol con la Nigeria

Dodici gli azzurri in gol

Nel Napoli sono (da un bel po’) abituati tutti a segnare, è una vocazione che qualcuno ha e qualche altro acquisisce, perché stando assieme – senza distanziamento tattico – viene naturale assorbire certe tendenze: in questo coro – hanno segnato in dodici – s’avverte ancora l’assenza di qualche difensore (Manolas, per esempio, o anche Koulibaly) ma le Nazionali hanno offerto un rigurgito a chi aveva (quasi) dimenticato come si fa e soprattutto hanno restituito allegria a Osimhen, che per il momento (poi la rifinitura smentirà o eventualmente confermerà) sembra stia davanti a Mertens. D’una spalla, si direbbe, visto l’accidente capitato alla clavicola sinistra. Eppure «Ciro» è tornato, però: doppietta all’Olimpico, prima di rispondere al richiamo della Patria. Certe sane abitudini non vanno disperse.

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Napoli, buone notizie dai tamponi: Insigne, Meret e Di Lorenzo negativi

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