Napoli in campo con tre giocatori in quarantena, il motivo della scelta e cosa rischia il club e i giocatori

Il Napoli è sceso in campo contro la Juventus con tre giocatori (Zielinski, Lobotka e Rrahmani) per i quali la Asl Napoli 2 Nord ha disposto la quarantena a domicilio perché contatti stretti di positivi, senza la terza dose e con la seconda somministrata da più di 120 giorni. 

La Asl 2 di Napoli nelle scorse ore aveva messo in quarantena i tre giocatori in quanto casi contatto con positivi al Covid (i compagni di squadra) e perché sprovvisti della terza dose “booster” di vaccino (e con la seconda dose avvenuta da più di 120 giorni). Nonostante questo però, i tre giocatori sono scesi in campo titolari.

Perché il Napoli ha schierato tre giocatori in quarantena

La domanda è perchè il Napoli abbia scelto comunque di schierarli nonostante il divieto della Asl. Il Napoli da una parte si è uniformato al protocollo istituito dalla FIGC nel giugno 2020, che permette anche ai non vaccinati di potersi spostare dalla propria abitazione al lavoro, a patto di presentare un tampone negativo effettuato entro 48 ore prima l’esercizio lavorativo come fatto dai tre che, sia prima di partire per Torino che ieri mattina, non sono risultati positivi dopo il giro di tamponi.

Dall’altra, ha pensato di essere sicuro di aver fatto la scelta corretta in quanto non essendo ancora passati cinque mesi dalla somministrazione della seconda dose per i tre giocatori, per loro risulta dunque impossibile fare la terza (la somministrazione della terza dose dopo quattro mesi si può fare solo dal 10 gennaio). 

Cosa rischia il Napoli e i giocatori

Il Napoli schierando i tre giocatori, non ha comunque rispettato le indicazioni di un’autorità locale come la Asl. Per questo, il club può rischiare una sanzione amministrativa. Va ricordato, comunque, che in questo momento FIGC e Governo stanno parlando proprio sulla questione Asl (mercoledì dovrebbe esserci l’incontro), per cercare di trovare un’uniformità di giudizio rispetto ai tanti casi presenti nei club di Serie A.

Dal punto di vista sportivo invece si contrappongono il rispetto del protocollo con la violazione di una disposizione della Asl. E’ difficile prevedere cosa possa succedere visto non ci sono precedenti simili.
 

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