Napoli, il futuro di Meret è nelle mani di Ospina

NAPOLI – C’è un porta socchiusa e quel venticello che filtra è diventato dannoso: ma c’è uno spiraglio, si chiama incertezza, dentro il quale infilarci le mani, con i guanti, per rimuovere quel senso di incertezza che sta rinchiuso dentro un foglio excel. In quattro anni, Meret e Ospina si sono divisi (quasi) equamente la loro area di rigore, un po’ l’ha deciso il tempo, un po’ il destino: però adesso che sta per essere progettata un’altra stagione, quei sedici metri vanno ripuliti da dubbi. 

Il rinnovo di Meret

L’errore di Empoli appartiene al caso o forse è il figlio d’un disagio che Alex Meret, l’enfant prodige che ora ha venticinque anni, s’è portato appresso in un nano secondo che non incide sulle valutazioni tecniche di Spalletti, né su quello del Napoli: c’è una volontà reciproca di starsene ancora assieme, è sintetizzato in una convergenza parallela che si chiama rinnovo, e c’è quindi il desiderio di continuare. Il Napoli e il management del portiere hanno avuto modo di dialogare, di aggiornare anche l’ingaggio, portandolo oltre il milione scarso attuale: per Meret vale ciò che ha dimostrato dal giorno in cui è arrivato, nelle novantuno presenze tutte sue, nelle quali ci sono prodigi ed umanissime incertezze.  

Decide Ospina

Il colombiano Ospina, in effetti, ha appena dieci presenze in più, è la differenza è stata marcata nel primo quadrimestre della stagione 2018-2019, quella nella quale Meret dovette recuperare dal suo primo infortunio: ma di suo, nel Napoli, il colombiano ha spruzzato personalità, una padronanza nel palleggio per la cosiddetta costruzione del basso, pure per lui infarcita da una macchia, all’Olimpico di Roma contro la Lazio due anni fa. Sono incidenti di percorso di questo calcio moderno, dettagli che restano ai margini delle considerazioni, che sono altre.

Dualismo Ospina-Meret

In realtà, il «ballottaggio» continua, almeno sino a quando Ospina non avrà scelto il proprio futuro: la possibilità che si aprisse una porticina al Real Madrid è rimasta in piedi, ma essere il vice di Courtois garantisce il prestigio di starsene alla Casa Bianca e però sottrae il gusto di avere qualche chance, come ha scoperto il giovane Lunin (210′ in Copppa del Re). La risposta di Ospina al Napoli non è ancora arrivata, avendo dinnanzi a sé ancora qualche settimana per decidere.

L’idea del Napoli

Il Napoli crede in Meret, ci ha puntato con un investimento rilevante nel 2018, è deciso a confermarlo, e comunque ha la necessità di comprendere quali scenari si spalancherebbero, dinnanzi a un sì di Ospina, che al friulano toglierebbe (e comunque in amicizia) le certezze di cui un portiere ha bisogno. Non è cambiato (ancora) nulla. Se Ospina saluterà, Meret sarà libero di dimostrare senza ombre dove possa arrivare quella sua esuberanza tecnica che si percepisce, e alle sue spalle ci finirebbe una figura rassicurante, capace di stargli al fianco eppure vagamente defilato, un Sirigu (35) o uno Sportiello (30). Ma se Meret dovesse rendersi conto di dover convivere ancora dentro a una situazione di «precarietà», con Ospina «rinnovato», Giuntoli dovrà allestire un mercato alternativo, che nasca dalla porta, «liberando» il venticinquenne friulano e provando a convincere l’Atalanta che Marco Carnesecchi (22), titolare della Cremonese dei miracoli di Fabio Pecchia e dell’Under 21, potrà «costruire» da Napoli il suo futuro.

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