Napoli, dicembre nero e Kvara scomparso: il 2023 si chiude nel baratro

Addio scudetto e nessuno a Napoli avrebbe mai immaginato che a fine dicembre la squadra campione d’Italia, con 16 punti di vantaggio sulla seconda, potesse avere un ritardo di 17 punti dal primo posto. Invece è successo e sembra inspiegabile, in primis a De Laurentiis il perchè quei calciatori pressochè perfetti un anno prima, siano diventati l’ombra di loro stessi. Distratti ed imprecisi, anche nell’ultima gara giocata contro il Monza: Zerbin, Anguissa, Gaetano e Kvaratskhelia hanno fallito altrettanti gol che un anno fa avrebbero segnato anche con la benda sugli occhi. E nell’ultimo mese la capacità realizzativa del Napoli è calata a dismisura, con soli 4 gol nelle 7 gare disputate.

Quattro reti realizzate nelle due vittorie contro Braga e Cagliari, mentre nelle altre 5 (4 sconfitte ed un pareggio) nessun moschettiere azzurro è riuscito a gonfiare la rete. I numeri sono impietosi soprattutto per Zielinski, che non va a bersaglio e non produce un assist da tre mesi: ultimo gol il 3 ottobre al Maradona contro il Real Madrid, ultimo assist a Lecce. Anche Raspadori, Politano e Simeone hanno ritardi mai fatti registrare in passato. L’ex Sassuolo non va a rete dal 4 novembre (Salernitana-Napoli 0-2) e l’ultimo assist è datato 21 ottobre (a Verona); l’ultimo gol dell’esterno offensivo risale al 29 ottobre (Napoli-Milan 2-2) e l’ultimo rifornimento porta come data il 21 ottobre (a Verona); infine, l’ultimo squillo del Cholito risale al 29 novembre (a Madrid), mentre in serie A è assente dal tabellino dal 27 settembre (Napoli-Udinese 4-1).

L’involuzione di Kvaratskhelia

L’involuzione peggiore, però, riguarda soprattutto Kvaratskhelia, forse anche per il maltrattamento che sta subendo dall’inizio di questa stagione. In particolare nel match di venerdì, con il Monza autore di 21 falli 8 dei quali solo sul georgiano. Resta inspiegabile il perchè l’attaccante fin troppo preciso e cinico del suo primo anno a Napoli, abbia lasciato il posto ad un ragazzo smarrito, frenetico, talvolta precipitoso e pure parecchio nervoso. I suoi errori davanti alla porta avversaria, qualcuno addirittura clamoroso, hanno tolto al Napoli un bottino di 8 punti. A cominciare da Napoli-Milan, quando al 90’ sbagliò da posizione più che favorevole il gol che avrebbe dato la vittoria al Napoli, sino all’ultima partita col Monza quando tirò debolmente addosso a Di Gregorio dopo una splendida triangolazione con Raspadori. Contro l’Inter e con il Real le sue reti sarebbero state ininfluenti visto il punteggio finale delle partite, ma in tutte le altre avrebbero potuto cambiare l’esito finale ed il Napoli oggi, con 8 punti in più, potrebbe essere terzo con il Milan in piena zona Champions League.

De Laurentiis, duro messaggio a Gravina e Rocchi: "Manca equità"

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