Napoli, cento di questi Osimhen

NAPOLI – Cento di questi Osi. Che poi, se oggi le cose dovessero andare in un certo modo, potrebbe anche trasformarsi in 100 di questi giorni. Con calma: nel momento in cui comincerà la partita contro il Torino, Victor Osimhen taglierà il traguardo della centesima presenza in Serie A con il Napoli. Auguri, complimenti. Ma c’è di più. Senza avere la pretesa di andare a disturbare il sonno degli dei del centravanti, in ballo ci sarebbe anche l’ingresso in un altro club molto esclusivo: Osimhen, in 99 partite di campionato, ha realizzato 61 gol, e meglio di lui da quando ci sono i tre punti hanno fatto soltanto Cristiano Ronaldo (81 reti), Higuain (65), Shevchenko (64), Montella (64) e Trezeguet (63). Chiara l’antifona? Osi è il padrone della sua gloria. E in questo caso, un bel po’ anche di quella del Napoli: più segnerà, più aumenteranno le possibilità della squadra di centrare per la prima volta in stagione il traguardo finora maledetto delle tre vittorie consecutive.  

La scalata di Osimhen

La settimana dopo la Juve, partita che lui stesso ha provveduto a spaccare con il rigore conquistato all’86’ infilando quelle gambe infinite in una selva bianconera, era cominciata con un attimo di ansia: martedì aveva riposato, era affaticato, ma il giorno dopo aveva già ricominciato a correre come al solito. Un misto tra un uragano e un ossesso: è così che s’è inventato il rigore poi sbagliato e baciato da Raspadori, con quella danza quasi primordiale tra Bremer, Rugani e Nonge – beccato – che ogni volta conferma quanto sia sbagliato pensare di averla vinta con lui. Non è finita, finché non è finita sul serio con Osimhen. Uno dei calciatori più generosi e irriducibili mai segnalati, e di certo anche uno dei più esposti ai rischi: dal 2020-2021, in tre stagioni e mezzo di Napoli, su 141 partite di campionato ne ha giocate appena 99 tra impegni con la Nigeria e troppi guai. Nel 2021, a San Siro contro l’Inter, s’è frantumato mezza faccia in uno scontro aereo con Skriniar: «È stato quasi un infortunio mortale, ringrazio Dio di essere ancora vivo», disse una volta Victor.  

I numeri di Osimhen con il Napoli

Anche quest’anno ha dato in termini di assenze: 16 presenze su 27, con 11 gol. In totale, dicevamo, sono 61 quelli realizzati nelle 99 sfilate con il mantello azzurro: la media è di 0,62 reti a partita. Un centravanti pazzesco che fino alla fine della stagione, nonostante ogni giorno che passa sia uno in meno da contare a quelli che mancano al suo addio annunciato da De Laurentiis, dovrà provare a infiocchettare l’ultimo regalo: è soprattutto sulle giocate di quelli come lui e Kvara, i gemelli diversi che incantano e decidono, che il Napoli deve fondare la rimonta verso la zona coppe. Verso il sogno di tornare in Champions e di continuare a viverla anche dopo il Barça – con vista sul Mondiale per club – , a dispetto delle macerie lasciate dai predecessori di Calzona. Osi c’è e ci sarà al Montjuic, ma prima c’è la centesima contro il Torino: applausi. Un carnet onorato con lo scudetto e un po’ di primati: è il calciatore africano che ha segnato di più in A e anche quello con più gol in una sola stagione (26, capocannoniere uscente); è il giocatore del Napoli andato a segno più volte consecutive in A (8) ed è il terzo della storia con Maradona e Sallustro ad essere andato in doppia cifra per quattro stagioni di fila. Con la Juve, sbagliando il rigore, s’è fermato dopo 5 reti in tre partite, ma la corsa ricomincia oggi: Trezeguet, Montella, Sheva e magari anche il Pipita sono avvisati. Con Osi non è mai finita, vero? 

Precedente Roma-Brighton: troppa grazia, De Rossi Successivo L’ex Juve annuncia il ritorno: Koopmeiners col nuovo allenatore