Napoli a testa alta, ma scippato di un rigore. Capolinea Champions, al Mondiale club va la Juve

Niente da fare, il Barcellona è sempre un tabù per il Napoli, eliminato dalla Champions League a testa alta, scippato del rigore netto su Osimhen che né Makkelie né il Var hanno visto. Ciò detto, le incertezze delle difesa sui primi due gol catalani, subiti in contropiede e il marchiano errore di LIndstrom, sul 2-1 per i blaugrana, pesano sull’esito finale che ha premiato un gran bel Barça, di nuovo ai quarti di finale, con il sedicenne Lamine Yamal e il diciassettenne Cubarsì sugli scudi.

La Cantera non tradisce mai. L’addio dei Campioni d’Italia al torneo più importante spalanca alla Juve le porte del Mondiale per club, come la Fifa ha subito certificato, frustrando le velleità di De Laurentiis, ad onta dei suoi proclami londinesi e del maleducato nervosismo che l’ha indotto a trattare a pesci in faccia prima Dazn e poi Sky. Al presidente partenopeo questa stagione tutta sbagliata sta presentando un conto salato e non poteva essere altrimenti: gli errori si pagano. Ricapitolando: pronti, via e il Napoli perde Spalletti e Giuntoli, artefici primi del trionfale scudetto riconquistato dopo trentatré anni; insieme con loro, se ne va il bravissimo preparatore atletico Sinatti, richiamato solo all’avvento di Calzona;  Kim va al Bayern, ma non viene rimpiazzato adeguatamente; Garcia è una scelta infelice, tanto che quando viene esonerato, il suo datore di lavoro sbotta: avrei dovuto cacciarlo subito. Mazzarri ci riprova dopo quasi undici anni, ma non è fortunato: regge tre mesi ed ecco Calzona, che la settimana prossima e per dieci giorni tornerà a fare il ct della Slovacchia.

Saggiamente, l’ex vice di Sarri e Spalletti rispallettizza il Napoli, esegue l’inversione a U rispetto all’involuzione in atto, però gli manca il tempo per completare l’opera e superare l’ostacolo Barcellona. Non aiutano Calzona le affannose scelte di mercato, estive e invernali: non hanno inciso sulla qualità del gioco e, in Champions, dei risultati, come dimostrano Lindstrom e il suo errore fatale. Ora ai Campioni d’Italia in carica, non resta che dannarsi per riqualifcarsi alla Champions League. L’aritmetica alimenta ancora le loro chances, anche se dietro l’angolo si staglia già l’Inter schiacciasassi. Come lo era stato il Napoli un anno fa. Prima che il giocattolo perfetto venisse sfasciato.
 


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