Muriel e Maehle piegano il Venezia. E l’Atalanta vola ai quarti

Al Gewiss Stadium, un gol del colombiano al 12′ e del danese nel finale regalano la vittoria e il passaggio di turno alla squadra di Gasperini. Annullata per fuorigioco di Henry, una rete di Crnigoj

dal nostro inviato Pierfrancesco Archetti

12 gennaio – Bergamo

L’Atalanta debutta in Coppa Italia e si qualifica per i quarti: il 9 febbraio, salvo spostamenti, incontrerà a Bergamo Napoli o Fiorentina. Il Venezia esce senza far brutta figura: resta in partita fino al termine anche se, come del resto l’Atalanta, aveva una formazione molto rimaneggiata. Il raddoppio nerazzurro arriva infatti soltanto all’88’ con un contropiede mentre gli ospiti erano tutti in avanti per l’assalto.

GOL SUBITO

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L’Atalanta parte forte, segna al 12’ con Muriel ma già nell’azione precedente potrebbe andare in vantaggio. E’ bravo il portiere Lezzerini, titolare al posto di Romero, a respingere sul colombiano e su Pessina. Ma nella scena successiva non può nulla sulla finta di Muriel, azionato da un pallonetto di Freuler. Gli ospiti reclamano per lo stop di braccio, dopo lunga revisione il Var conferma la rete, considerando di spalla il tocco dell’attaccante. Ancora Muriel di tacco manda al tiro Pezzella, ma è sempre attento il portiere. Il Venezia, schierato con la difesa a tre, fatica a uscire ma costruisce un contropiede pericoloso al 28’. Johnsen serve Kiyine, il cui tiro a giro esce anche per l’opposizione di Pessina. Prima della fine del tempo, Koopmeiners, fra i più brillanti, manda un colpo di testa sulla parte alta della traversa.

RIPRESA

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Tra squalificati, infortunati e positivi al Covid, Gasperini ha quasi i titolari contati. Zanetti inserisce a inizio ripresa anche Henry, il quale viene considerato in fuorigioco quando Crnigoj segna con un bellissimo tiro al volo da fuori. L’1-1 viene annullato e l’Atalanta torna a spingere. Una conclusione di Pezzella finisce sul palo. Ma c’è un altro brivido per i tifosi atalantini: Musso controlla male un retropassaggio, serve Henry ma poi è bravo a intercettargli la conclusione da due passi. Così è Maehle a chiudere ogni discorso, grazie anche a un gioco a due con Pasalic.

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