Muriel al 90′ fa piangere Di Fra, la Var lo fa infuriare. L’Atalanta si rialza, crisi Cagliari

Tutto nel finale: prima il dribbling vincente del colombiano, poi al 94’ l’arbitro prima concede e poi revoca un rigore agli isolani per fallo di De Roon su Rugani

Dal nostro inviato  Andrea Elefante

14 febbraio – Milano

Ancora lui, il giustiziere della panchina, Luis Muriel. A dieci secondi dal 45’ regala all’Atalanta una vittoria soffertissima, ma che può pesare enormemente nella corsa europea. Il Cagliari la vive come una beffa perché aveva giocato una partita se non altro attenta, oltre che coraggiosa, pur confermando i suoi attuali limiti offensivi, tanto più vista la cattiva giornata di Joao Pedro, quasi cancellato da Romero. Ma negli ultimi venti minuti, proprio dopo l’ingresso del colombiano al posto di Ilicic, il Cagliari era stato schiacciato nella sua metà campo dall’Atalanta, fin lì molto in difficoltà nell’esprimere la sua supremazia. Un punto nelle ultime nove partite per la squadra di Di Francesco e la situazione in classifica si fa sempre più complicata. E inutili le proteste, a pochi secondi dal fischio finale, per un presunto fallo da rigore di De Roon su Rugani: l’arbitro Piccinini controlla al Var e giustamente non lo concede.

Le scelte

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Di Francesco aveva confermato la difesa a tre e scelto un solo trequartista (Nainggolan) alle spalle di Joao Pedro, che gioca più avanti del solito e del centravanti che è Simeone, con Pavoletti in panchina. A sinistra c’è ancora il recuperato Lykogiannis, il neo acquisto Asamoah parte in panchina. Due sorprese da Gasperini: in porta scelto Sportiello con un turno di riposo per Gollini e a centrocampo rifiata De Roon, con la prima da titolare di Pasalic dopo il rientro post operazione all’osso pubico. Il croato inizia da mezzala in un insolito 3-5-2, poi dopo poco più di un quarto d’ora va a fare il trequartista, con Pessina che resta al fianco di Freuler. In attacco Ilicic con Zapata, preferito a Muriel.

Primo tempo

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Sono 45’ molto tattici, con poche emozioni e un calcio faticoso, senza lampi. Le due difese sono molto chiuse, concentrate, e sporcano qualunque iniziativa offensiva grazie anche al contributo dei centrocampisti: la parola d’ordine è compattezza, gli sbocchi sono pochissimi. Parte più forte il Cagliari, molto aggressivo, ma le occasioni si riducono a due, anche occasionali, con un “autopalo” involontario di Djimsiti, che poco dopo risolve una situazione scomoda in area, anticipando Simeone. È lo stesso albanese ad avere l’occasione migliore – si fa per dire – per l’Atalanta, con un colpo di testa su calcio d’angolo che finisce alto. Nessuna parata per i due portieri, tentativi faticosi da entrambe le parti. Nainggolan è il più attivo del Cagliari, visto che Joao Pedro è praticamente annullato da Romero, ma prima Palomino e poi Djimsiti si occupano di chiudere le sue puntate. Dall’altra parte Ilicic, che ha Rugani addosso, è in giornata nervosa e inconcludente e fatica a trovare spazi per creare superiorità, mentre Zapata, un po’ isolato, passa alternativamente dalle cure di Godin a quelle di Walukiewicz, entrambi molto lucidi. Il tempo si chiude senza altre occasioni da gol.

Secondo tempo

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Anche l’inzio della ripresa conferma i tempi del primo tempo: una buona partenza del Cagliari, con Sutalo provvidenziale nel chiudere in diagonale su Joao Pedro e poi Sportiello a murare un tentativo di Nandez. Poi, piano piano, è cresciuta l’Atalanta. Pericoli progressivi er la porta di Cragno: un tiro fuori di Zapata, una schiena di Godin provvidenziale su Gosens, una traversa colpita ancora da Zapata di testa, una respinta di testa di Pavoletti per proteggere il palo su corner di Malinovskyi. Poi, al 44’50”, il capolavoro di Muriel, che si è “bevuto” Walukiewicz e Zappa e ha folgorato Cragno. Poi l’ultimo brivido, con l’incursione di Rugani e il “non rigore” di De Roon: l’Atalanta respira, il Cagliari si dispera, ma l’ultimo quarto d’ora ha perlomeno riconciliato un po’ con il calcio.

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