Moviola Lecce-Roma, Marcenaro mediocre: ecco perché il rigore su Zalewski era netto!

Marcenaro, l’arbitro che secondo Mourinho mancava di «stabilità emozionale», tende a scomparire dentro una partita che avrebbe dovuto dirigere con tutt’altra “presenza”: l’arbitro fischia 21 falli in quasi 100 minuti di gioco, appena 9 durante una ripresa concitata dove alla lunga finisce per scontentare tutti. Il suo stile improntato più al lassismo che all’interventismo paga finché la gara non s’accende e le squadre non si allungano; nel finale, tra tensione e stanchezza, perde un po’ il controllo.

Era rigore su Zalewski!

È rigore per la Roma al 55’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Paredes, Zalewski si fionda sul pallone, Blin lo ostacola con il corpo e il portiere Falcone in uscita travolge entrambi. L’arbitro non fischia, si volta dall’altra parte e lo stesso fa il Var restando silente.

N’Dicka, giallo esagerato

La prima ammonizione della partita, quella per N’Dicka, appare forse esagerata: sono trascorsi appena 11’ dal fischio d’inizio e la trattenuta tra l’ivoriano (era diffidato, salterà il derby) e Krstovic è reciproca. Molto più da sanzione il calcione di Ramadani a Paredes al 18’ e anche il gioco pericoloso con la gamba alta di Cristante al 40’. Giuste la sanzioni successive per Baschirotto, Ramadani e Cristante. Una fotografia della direzione di gara è l’aggancio di Pongracic su Lukaku a pochi metri dall’area a inizio ripresa: per Marcenaro tutto scorre.

Var: Paterna 5 – Sonnecchia sull’episodio del rigore.

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