Mourinho, l’esperto dei derby. Al debutto in quello di Roma

Dalle sfide inglesi fino a quelle a Milano e Madrid. Il tecnico portoghese ha l’esperienza giusta alle spalle per trovare il debutto vincente

Calcisticamente parlando, in questo periodo storico Roma non è Londra, e neppure Milano o Madrid, tutte città che José Mourinho ha conosciuto negli anni d’oro della propria carriera. I due club della Capitale, infatti, adesso si trovano all’immediata periferia dell’impero, ma con tanta voglia di tornare nel giro che conta. Sarà per questo, forse, che il nuovo Mourinho, quello 2.0, sembra non sentire “il rumore dei nemici” come un tempo.

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Certo, l’espulsione rimediata da capitan Pellegrini nel finale ha meritato all’arbitro il graffio del “ridicolo”, ma al momento la “arroganza” mediatica vista altrove sembra non attecchire in riva al Tevere. Meglio? Peggio? Una cosa è certa: il feeling stabilito con la tifoseria giallorossa è ruggente come ci si aspettava. Per questo, se si pensa che l’espressione massima la si raggiunge in genere nel derby, il sillogismo aristotelico che ne segue vorrebbe che lo Special One proprio contro la Lazio ritrovi la sua verve da capopopolo dei giorni belli. Con Sarri c’è stima, ma col suo assistente Marco Ianni, ai tempi del Manchester United, fu baruffa per via di una esultanza considerata esagerata per un 2-2 raggiunto nel finale.

Specialista dei derby

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A pensarci bene, fino ai tempi dei “Red Devils” Mourinho ha sempre conosciuto le Stracittadine da una posizione di forza. Il suo primo Chelsea londinese era una corazzata, il secondo forse meno, ma l’Inter era campione d’Italia, così come il Real, rispetto all’Atletico, è sempre stato il primo punto di riferimento calcistico di Madrid. Poi sono venuti gli anni di Manchester contro il City magnate, e del Tottenham, ovviamente in seconda fila rispetto alle altre big. Roma sembra una storia diversa, ancora da scoprire. Vero che la squadra si presenta con 4 punti di vantaggio rispetto alla Lazio, ciò non toglie che nella scorsa stagione i biancocelesti abbiano finito davanti. L’interrogativo, che sarà sciolto solo nella conferenza di domani, si fa perciò lecitamente strada: meglio una chiamata alle armi per cancellare una presunta inferiorità oppure un profilo basso per gestire i favori del pronostico? Statene certi che, oltre alle strategie e tattiche di campo, Mourinho starà studiando anche questo. D’altronde, è lui lo Special One, no?

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