Mou: “Ieri con qualcuno il confronto è stato duro. Assenze? Non sono Harry Mou Potter”

Il portoghese parla della sfida al Milan e torna sulla Coppa Italia: “Coi giocatori sono sempre diretto e franco, c’è chi deve dare di più. In queste condizioni è difficile non scivolare, non sono un mago”. Dybala non convocato

Emanuele Zotti

13 gennaio 2024 (modifica alle 16:54) – roma

José Mourinho prova a fare chiarezza. La sua Roma per la prima volta è stata contestata, la delusione – di tutti – per la brutta sconfitta nel derby è tanta e adesso occorre che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Per questo nella riunione di ieri – la prima tra tecnico e squadra dopo il giorno di permesso chiesto dal portoghese (“La professionalità sono io, non ho mai saltato un giorno, non è giusto che mi debba giustificare”) – Mou ha inchiodato alcuni giocatori, “perché c’è gente che deve dare di più”.

il confronto

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Lo Special One racconta di un confronto “duro” e aggiunge: “Non c’è niente che qualcuno voglia dire ai miei giocatori che io non ho detto, una cosa sono le difficoltà e un’altra è utilizzare queste difficoltà, vere, per giustificare qualcosa che può essere fatto meglio. E io su questo non risparmio. Non faccio i nomi, so che spesso nel calcio si dice che la responsabilità è dell’allenatore, ma ieri la riunione è stata dura specialmente per qualcuno, c’è gente che deve dare di più. Sul collettivo posso dire che difensivamente siamo stati perfetti, il gol è nato da una rimessa laterale nostra perché neanche quello siamo capaci di fare e un rigore di un ragazzino con 55 minuti di Serie A alle spalle. A proposito, non ho mai detto che non fosse rigore, ho parlato di rigore dei tempi moderni e secondo me i tempi moderni proteggono il gioco meno di anni fa. Capisco che la gente non sia contenta per qualche situazione, perché alla fine l’atteggiamento di a, b o c può influire sugli altri otto. Di chi è la responsabilità? Mia? Loro? È una situazione multifattoriale e per me è difficile leggerla in modo diverso. Io non risparmio nessuno, ogni tanto parlo anche di me stesso, dall’alto della mia esperienza anche io posso fare autocritica. Ieri ho detto ai ragazzi che in quella tale partita io potevo fare meglio, ma se so che il mio lavoro al 100% è stato fatto bene, poi mi sento anche io tradito da qualche situazione individuale che influisce sulla squadra. Con il Milan farò qualche cambio, ma non con l’intenzione di punire o puntare i fari su singoli, devo costruire un puzzle che ci permetta di fare la gara: la squadra più tattica di solito è la meno capace a livello tecnico, noi ora ci concentriamo molto sul gioco. Purtroppo siamo pochissimi”.

niente paulo

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Pochi e senza Dybala, non convocato così come Renato Sanches: “Trovare un modo per sostituire Paulo non è facile come per Guardiola o Pochettino. Purtroppo la Roma vive una situazione dal punto di vista del Financial Fair Play che la limita tanto e questo si vede in campo, non si può nascondere. Abbiamo fatto uno sforzo economico per avere Smalling e ora non lo abbiamo e non possiamo averne un altro, lo stesso vale per Renato Sanches. Dybala è un calciatore veramente speciale, che ha giocato in una squadra con altri giocatori speciali come lui, qui non ce ne sono. Quando non c’è siamo in difficoltà, non sono Belotti o El Shaarawy a fare la connessione, né Joao Costa che domani è convocato e magari gioca”.

umiliazioni e dignità

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Mourinho poi parla dei tifosi (“I più incredibili che abbia incontrato”), che probabilmente oggi hanno bisogno di spiegazioni: “Mancano le parole della società? Anche io sono la società, non ho una carica alta ma la rappresento, anche mentre sono qui. Penso che la gente fuori voglia sentire certe parole, le mie credo siano obiettive. Ho giocato 150-200 derby, per me sono sempre state gare speciali, ho vinto perso e pareggiato, ma sapendo che avevano un peso particolare. A Roma ho capito bene che cosa significhi il derby: quello che abbiamo vinto era un derby pesante, perché è stato un derby ‘di umiliazione’, quelli persi li abbiamo sempre persi per dettagli o un errore, dell’arbitro o nostro. Ma sempre con la dignità di chi dà tutto, uscendo con la coscienza a posto. Anche stavolta, gara in cui qualcuno doveva dare di più, abbiamo finito la partita con due grandi opportunità di pareggiare. L’orgoglio di essere romanista e lavorare per i romanisti è presente qui dentro, ma è in campo che devi mostrare questo sentimento”.

harry mou potter

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Una cosa è certa, per lo Special One lavorare in queste condizioni è oggettivamente difficile e per non scivolare mai dovrebbe essere un mago: “Alcuni pensano che mi chiami José Harry Mourinho Potter, il livello di aspettativa è altissimo. Noi stiamo a quattro punti dal quarto posto, lottiamo per qualcosa che è quasi impossibile se vediamo il livello delle nostre rivali, ma continueremo a farlo. Abbiamo vissuto due periodi difficili: le prime tre partite in cui senza una squadra abbiamo perso 8 punti su 9 e quest’ultimo ciclo con un gruppo molto ridotto di giocatori. Dimenticare queste difficoltà non è giusto. Kristensen non è un terzino, Mancini che non si allena da un mese, il bambino ha giocato dopo 10 minuti di Serie A, Llorente si infortuna: se la gente vuole ignorare questa situazione sbaglia. È qui che devo difendere il nostro gruppo e dire che è un gruppo serio, che lavora e soffre. Abbiamo perso il derby, abbiamo un campionato da giocare, siamo a 4 punti da un target importantissimo: andiamo a San Siro con tutto quello che abbiamo e la certezza che i ragazzi daranno tutto”.

il milan

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Infine sul momento non facile del Milan: “Parliamo di una squadra che gioca per vincere lo scudetto, anche se sembra che la distanza con Juve e Inter non sia facile da colmare. Ma due anni fa ha vinto, ha perso qualche giocatore importante per infortunio in difesa e ha subito preso Gabbia e Terracciano, in attacco e centrocampo sono tutti lì. Di certo vuole vincere dopo la sconfitta in Coppa Italia, darà tuto in questa partita, ben consapevole anche delle nostre difficoltà, al contrario forse di qualche giornalista e commentatore…”.

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