Mou alla prova della sua specialità: su 116 derby ne ha persi 19. Chiedete a Wenger…

Numeri, dati e incroci.Tutto quello che c’è da sapere: in patria il portoghese ha sempre vinto, mentre in Inghilterra il più celebre riporta ad un 6-0 nel 2014 rovinando la festa della millesima panchina all’allora allenatore dei Gunners

Ha allenato nei derby portoghesi, di Londra, Manchester, Milano e Madrid. Ha vissuto atmosfere caldissime, si è arrabbiato, ha esultato, è stato sconfitto, è rimasto deluso a volte e felice quasi sempre. Di certo Josè Mourinho sa sulla sua pelle cosa voglia dire essere un uomo derby. Ne ha disputati (già solo quelli di Londra sono un numero altissimo) 116, vincendone 79, pareggiandone 19 e perdendone sempre 19. In sintesi: Mou è un uomo che si esalta nelle grandi partite e i derby lo sono. Da quelli più caldi (Italia e Portogallo) a quelli ad altissimo tasso tecnico come quelli inglesi di Premier e coppe, il portoghese ama le partite in cui in campo si dà il 100% ma sugli spalti anche di più.

NEL CUORE

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Alcuni gli sono rimasti nel cuore: il 4-0 al Milan da allenatore dell’Inter, il 6-0 con il Chelsea all’Arsenal quando mandò di traverso la festa per le mille panchine di Wenger, senza contare quando vinse contro il City e si tolse lo sfizio di rinviare la festa scudetto del Manchester. Da allenatore dell’Inter perse il primo contro il Milan, poi capì tutto e non venne più sconfitto. Il gol di misura con cui Ronaldinho lo battè lo fece arrivare in sala stampa non proprio sereno, polemizzò con un cronista sul suo stipendio e se ne andò infuriato. Il primo derby nerazzurro lo vinse grazie ad Adriano e ad un tocco con il braccio (polemica, anche lì, con Ambrosini), l’ultimo guidando l’Inter in 9 contro 11. Celebri le sue parole a fine gara: “Oggi avremmo vinto anche giocando in sei o in sette”.

NERVI TESI

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Se c’è una cosa che spesso ha fatto da filo conduttore ai derby targati Mourinho sono proprio le polemiche, l’adrenalina e i nervi tesi. Per informazioni chiedere a Guardiola e ai giocatori del City e dello United, protagonisti di una rissa collettiva in cui volò una bottiglia che sfiorò proprio Mourinho. E poi, ancora: i tifosi del Manchester che mandarono in giro per la città un bus con la faccia di Josè, chiaro sfottò al suo “parcheggiare l’autobus davanti la porta”, le parole dette ai giocatori per ribaltare il risultato contro il City e svelate proprio da Smalling, uno di quelli che domenica saranno con lui nel primo derby romano: “Non dobbiamo essere dei clown che stanno in piedi a guardare come il Manchester City festeggia la Premier”, e i successi con il Tottenham nei tanti derby di Londra con sette vittorie, cinque pareggi e altrettante sconfitte.

I NUMERI

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In sintesi: nel suo giro d’Europa per Mourinho le stracittadine hanno un sapore speciale. Sempre. Domenica poi con il ritorno dei tifosi all’Olimpico sarà ancora più emozionante. I numeri resteranno sullo sfondo. Intanto, ecco quelli fino a questo momento: in Portogallo 6 vittorie su 6, in Inghilterra 36 successi, 19 pareggi e 16 sconfitte tra Chelsea, Manchester e Tottenham, in Spagna 17 vittorie e due ko, in Italia tre trionfi e una sconfitta.

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