Motta è già a Bologna. Fenucci: “Su Sinisa nessuno si azzardi a farci la morale”

L’a.d. del club rossoblù spiega i motivi del ribaltone e annuncia il nuovo tecnico che inizierà lunedì ma è già arrivato in città. Domani contro la Fiorentina in panchina va Vigiani

dal nostro inviato Matteo Dalla Vite

10 settembre – CASTELDEBOLE

Prima conferenza stampa dopo tre anni e mezzo senza Sinisa Mihajlovic. Per spiegare il ribaltone – che domani vedrà in panchina Vigiani e Magnani, da lunedì Thiago Motta – c’è l’amministratore delegato Claudio Fenucci. “Abbiamo deciso che l’allenatore da lunedì sarà Thiago Motta – dice Fenucci -, ve lo dico ufficialmente, ma la cosa su cui mi piacerebbe si concentrasse l’attenzione adesso è la partita di domani contro la Fiorentina. La sua scelta è anche per un progetto a lunga scadenza. Mihajlovic? È stato difficile perché il rapporto umano che abbiamo creato era forte. E io lo ritengo un amico. Ci abbiamo ragionato e guardato il cammino della squadra nell’anno solare: la squadra ha vinto solo 4 volte da gennaio. Ogni tot di anni, un club del registra il nostro fatturato retrocede per cui bisognava considerare qualcosa. Mi è dispiaciuta qualche critica perché evidentemente chi l’ha fatta non conosce la realtà, eppure è noto il rapporto che avevamo, cosa ha dato lui a noi e noi a lui, un abbraccio che resterà nella storia del club. L’esempio suo per la dedizione al lavoro è davanti agli occhi di tutti, ma anche il suo staff che ha lavorato quando Sinisa era da remoto: tutti loro saranno sempre i benvenuti, e credo che non meritassero giudizi sommari”.

Ecco Thiago

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Thiago Motta è atterrato a Bologna poco prima di mezzogiorno con un volo proveniente da Lisbona: ha pranzato coi dirigenti fuori città, poi nelle prossime ore le firme (biennale a 1,1 all’anno: porterà con sé 6 collaboratori). Lunedì, il primo giorno di campo.

La morale no

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Fenucci è entrato anche nel dettaglio. “Quando decidemmo di allungare il contratto a Sinisa fu per recuperare l’anno perso per la sua situazione, con lui c’è sempre stato un coinvolgimento speciale: quest’estate abbiamo ricominciato sperando che il gruppo funzionasse ma non ha funzionato: ci siamo confrontati e abbiamo deciso di fare il cambio, è una stagione anche particolare con due campionati in uno. È stata una decisione sofferta, molto sofferta, anche perché riteniamo che la squadra abbia dei valori, viste le richieste che ci sono arrivate. Il club accetta qualsiasi tipo di critica sull’aspetto tecnico, ma lezioni morali no per tutto quel che è successo e per la storia che si è creata in questi anni fra noi. La lettera di Sinisa? Tutte le decisioni prese sono state di comune accordo. Se abbiamo pensato di dare a Sinisa altre due giornate? Abbiamo ragionato a lungo, siccome dovevamo cambiare abbiamo accelerato la situazione. Motta? Vorrei parlarne ora il meno possibile, adesso c’è una gara che si può vincere”.

Io, fiorentino

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Poi, ecco Luca Vigiani, che dirigerà in panchina assieme a Paolo Magnani, la gara di domani: “Io fiorentino contro la Viola? Sensazione bella e stimolante, guidare in prima squadra in A è impegnativo e bello. Dobbiamo metterci un carico in più, io sono cresciuto nella Fiorentina – dalle giovanili all’esordio arrivato con Ranieri – ma bisogna mantenere l’equilibrio. Mi sono arrivati tanti messaggi da Firenze ma non ho fatto a tempo a leggerli tutti – sorride il tecnico ad interim -. Che quattro giorni di preparazione sono stati? Abbiamo toccato un po’ tutti i punti, ci siamo concentrati sull’intensità. Ho trovato un gruppo molto partecipe del lavoro che abbiamo voluto portare avanti. La Fiorentina? Una chiave di lettura è andare ad aggredirli, poi dovremo essere gestori e aggressivi, dovremo capire situazioni ed essere sempre pronti. Thiago Motta non l’ho sentito. Impostazione tattica? Non mi pareva consono andare a stravolgere le cose, restiamo sulle certezze. La responsabilità deve scattare in tutti, non sarebbe giusto lasciarla solo a tre-quattro giocatori. Cosa scatta? La responsabilità appunto, per cambiare la situazione. Come sta Arnautovic? L’ho visto particolarmente partecipativo per dare una sterzata alla situazione. Barrow e Orsolini? Tutti devono dare qualcosa in più. Tutti, ed è questo che sposta l’equilibrio. Mio figlio gioca nella Primavera della Fiorentina? Un carico in più…”.

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