Moratti, i furbi e l'Inter dai 25 scudetti dei quarti, quinti e ottavi posti

Dopo il terzo posto, Scudetti anche per quarto, quinto, ottavo?

La tesi ben nota è che la Juve abbia impedito con i suoi mezzi loschi ai nerazzurri di trionfare in una serie imprecisata di campionati. Ora, premesso che il tema va affrontato con cautela e quindi è bene scriverlo con delicatezza, potrebbe essere utile ricordare che, suicidio del 5 maggio a parte, quando peraltro arrivarono terzi (stavolta senza scudetto in regalo), l’unica Inter che si giocò lo scudetto con la Juve nei 12 anni della Triade fu proprio quella del 1997-98, oggetto di leggende, racconti ormai mitologici, canzoni sarcastiche di Elio e rivendicazioni periodiche, ormai trentennali, di qualunque ex, vip o star nerazzurra. Ma i miti, si sa, non sono sempre spiegabili e razionali: così, a quanto si narra, un eventuale rigore e conseguente trasformazione dei rivali avrebbe inesorabilmente consegnato ai nerazzurri il titolo nonostante il momentaneo svantaggio in partita e in classifica.

In tutti gli altri casi la Cupola era decisamente più affollata, considerati i numerosi terzi, quarti, quinti, sesti, settimi, perfino ottavi posti. Solamente nel 2002-03 arriva un’altra seconda posizione, ma non si tratta esattamente di un campionato ricordato come un duello all’ultimo respiro deciso da episodi. In tutti gli altri anni, nell’era morattiana la Cupola era dunque composta da due, tre, quattro e talvolta perfino sette squadre. Osservazioni o domande al riguardo all’ex presidente mentre sosteneva la tesi dei 25 scudetti? Ovviamente nessuna, ci vuole un certo riguardo. Non siamo mica al bar.

Passano i giorni, si celebra la grande festa che fa finalmente dimenticare quel lungo e infinito periodo in cui vincere il campionato italiano uscendo in Coppa assegnava solo il modesto titolo di “scudettino”, tutti parlano di seconda stella e perfino l’eccellente Marotta, che a Torino aveva celebrato con bottiglie e gadget dal trentesimo al trentaseiesimo scudetto e una sera alla Domenica Sportiva aveva espressamente parlato di inquità nel trattamento tra le due squadre nel periodo di Calciopoli, può serenamente affermare di ambire al titolo numero 21 senza che nessuno gli porga un semplice interrogativo: “ma insomma, direttore, Calciopoli era stata iniqua o no? Gli scudetti erano 30 come dicevate o 28? 36 o 34?”.

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