Morata ai box? Lo stop non altera le gerarchie di Allegri

Lo spagnolo per caratteristiche fisiche e tecniche è l’attaccante della rosa juventina più adatto a ricoprire il ruolo di centravanti. Al suo rientro lo attende una maglia da titolare

Dalla scarsità di alternative a falsi problemi di abbondanza. Sembra questo il destino di Allegri nella settimana che precede la sosta per le nazionali, preludio al recupero di Paulo Dybala e tappa d’avvicinamento a quello di Morata, che avrà bisogno di almeno una settimana in più per il recupero dell’infortunio. Entrambi sono fuori da due partite: hanno saltato la gara di Champions contro il Chelsea e il derby, sei punti preziosi per la squadra di Allegri, due vittorie che hanno confermato i progressi lasciati intravedere con Spezia e Samp. Soprattutto, le ultime due sono state vittorie di misura, di “corto muso”, le preferite di Allegri.

La posizione

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Per colmare l’assenza dei due attaccanti di maggior esperienza il tecnico livornese ha fatto di necessità virtù, trasformando un problema in un’opportunità. Col pragmatismo che da sempre lo contraddistingue, in un’occasione è partito con Bernardeschi falso nove, salvo poi invertire le posizioni fra lui e Chiesa, schierando quest’ultimo da terminale offensivo della manovra bianconera. Risultato: gol di Chiesa e bellissimo assist di Bernardeschi. Nel derby Allegri ha aggiunto una potenziale bocca di fuoco, inserendo anche Kean, in posizione centrale, insieme ai due Fede bianconeri. Dopo pochi minuti il rimpasto: Chiesa richiamato a fare il centrale, con Kean più largo e Bernardeschi a svariare qualche passo più indietro. A decidere la partita stavolta è stato Locatelli, ma in entrambe le situazioni l’idea del “falso 9” è risultata vincente.

E ora?

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Ora, cioè nel dopo-sosta e soprattutto dal post recupero di Dybala e Morata, succederà che la “strana idea”, tanto azzeccata quanto contingente, venga almeno momentaneamente riposta del cassetto delle buone proposte da rispolverare in caso di necessità. Con precedenza al ritorno della coppia titolare Morata-Dybala, appena si potrà. Le recenti partite, benché vittoriose, non hanno infatti alterato le gerarchie di Allegri, che vede nello spagnolo l’attaccante più pronto e adatto a fare il centravanti, e nella Joya il presente e il futuro della Juve, come presto verrà messo nero su bianco col rinnovo del contratto. Quanto a Morata, fu proprio Allegri a lanciarlo: stagione 2014-15, per entrambi la prima in bianconero. L’attaccante collezionò 46 presenze (di cui 12 in Champions) e 15 gol, non male per un esordiente in A. Analoghe le cifre della successiva stagione: 46 gettoni e 12 reti.

Prospettive

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Il resto è storia recente: Morata è tornato in bianconero nell’estate del 2020, in prestito dall’Atletico Madrid. Ed ha vissuto la sua stagione più prolifica, firmando 20 reti (di cui 6 in Champions) in 44 presenze. Partito fortissimo, la continuità non è stata poi il suo forte, complice anche qualche problema di salute, soprattutto nel finale, che ha anche intaccato il suo rendimento. Ma la Juve non ha perso fiducia in lui ed ha prontamente deciso di confermarlo rinnovando il prestito con la squadra spagnola per 10 milioni di euro. Per la cronaca, al termine della stagione in corso la Juve dovrà decidere se acquistarlo o meno, con prezzo fissato a 35 milioni. Per caratteristiche fisiche e tecniche, è l’attaccante della rosa più adatto a ricoprire il ruolo di centravanti. Allegri stesso, commentando i recenti exploit di Chiesa da terminale offensivo dell’attacco bianconero, ha sottolineato che non la reputa una soluzione definitiva. E Kean, oltre a non essere un centravanti di ruolo, ha dimostrato di dover ancora crescere prima di puntare a una maglia da titolare. Tutti indizi che portano ad un’unica conclusione: al suo ritorno, Morata ritroverà una maglia in prima squadra. Perché è vero che con Allegri il posto fisso non l’ha nessuno, ma esperienza e rendimento tenuto fin qui (3 gol in 7 gare) elevano Morata a primo della lista categoria centrali d’attacco.

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