Moda, musica e gol: così Thuram ha conquistato il mondo Inter. E Inzaghi non può farne a meno

Marcus col Verona aspetta il ritorno di Lautaro, almeno per una parte della partita. Intanto Inzaghi si gode il suo rendimento top: in campionato sempre titolare

Filippo Conticello

5 gennaio – 09:03 – MILANO

Marcus Thuram conta i giorni, le ore, i minuti che lo separano dal momento in cui sarà di nuovo ThuLa. Quella del francese, in fondo, è la stessa trepidante attesa di Simone Inzaghi e di tutto il variegato mondo interista: la coppia d’attacco brevettata in stagione non è in alcun modo replicabile, gli ultimi quindici giorni lo hanno reso più chiaro di quanto già fosse. Nello specifico, il francese non divide il campo col gemello argentino dal 20 dicembre, data in cui è evaporato il primo obiettivo stagionale a forma di Coppa Italia e in cui Lautaro ha sentito il primo dolorino alla coscia. Domani, però, almeno per parte dell’incontro, è assai probabile che i due fili dell’attacco di Simone si riconnettano. Dall’eliminazione con il Bologna l’intero peso dell’attacco nerazzurro poggia sulle spalle di Marcus, larghe quanto nessuno si aspettava: d’estate l’Inter ha speso una fortuna per altri cartellini – tra il connazionale Pavard e l’azzurro Frattesi in totale sono stati accantonati circa 63 milioni –, ma nessun nuovo acquisto si è neanche avvicinato al rendimento della punta pescata a parametro zero. Nelle ultime due gare senza Lautaro, Thuram ha però leggermente abbassato il rendimento, giusto per dimostrare che la coppia è paritaria e lo scambio di energia è reciproco: non è solo il francese che fa bene all’argentino, ma è pure l’argentino che migliora i movimenti del francese. 


COMO, ITALY - JANUARY 03: Francesco Acerbi of FC Internazionale, Marcus Thuram of FC Internazionale, Aleksandar Stankovic of FC Internazionale, Yann Aurel Bisseck of FC Internazionale, Nicolò Barella of FC Internazionale, Carlos Augusto of FC Internazionale, Yann Sommer of FC Internazionale and Hakan Calhanoglu of FC Internazionale pose during the FC Internazionale training session at Suning Training Centre at Appiano Gentile on January 03, 2024 in Como, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Che ritmo

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Il fatto che contro Lecce e Genoa non abbia segnato non può certo intaccare il nuovo status di “Tikus” dentro alla squadra. Si è ambientato in un battito d’ali, dal primo giorno è “padrone” di Appiano come se abitasse lì da anni. Il segreto non è da cercare solo nella tecnica e nella chimica del campo, ma soprattutto sta nel chiuso dello spogliatoio. Thuram è davvero voluto bene da tutta la compagnia, si allena con un sorrisone incastonato in volto, regala a tutti buon umore prima, durante e dopo ogni seduta. Il primo momento di goliardia nasce dalla scoperta del suo look di giornata: i vestiti sgargianti chiamano in automatico la battuta di qualche compagno più sobrio. Il ragazzo, però, ha una passione enorme per il fashion: curioso che non abbia ancora trovato casa in città, ma il navigatore del suo autista conosce benissimo la posizione delle boutique preferite nel Quadrilatero della moda. L’altra passione, la musica, è anch’essa argomento di discussione e scherzo quotidiano: nella playlist del francese i classici del rap di questa era, da Quavo a Future e Kodak Black fino al preferito, Lil Baby. Lautaro, cresciuto a cumbia e cuarteto latino, ha altri gusti: la sintonia dei due sparisce lì, alla console. Anche il padre, a cui Marcus è legatissimo e si affida per i consigli nella professione, ha un palato differente. Lilian ha festeggiato l’1 gennaio con il figlio (era pure il suo compleanno), ma quel giorno come sempre ha dovuto “accettare” la musica di famiglia. 

Di nuovo insieme

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Contro il Bologna Thuram non è partito dall’inizio, a differenza di Lautaro, spremuto dal primo minuto fino all’infortunio. Insomma, San Siro ha rivisto l’accoppiata dei sogni solo quando Marcus ha preso il posto di Arnautovic al 74esimo. Le panchine il francese quest’anno le ha messe insieme soltanto nelle coppe, in base alle rotazioni dell’allenatore: tre volte in Champions, oltre alla Coppa Italia appunto, mentre è in campionato che la presenza è stata costante (e rassicurante). Anzi, quasi da record: lui e l’ex interista Pinamonti sono gli unici attaccanti ad essere partiti titolari in tutte le gare di A, 18 su 18. Nei suoi 1.395 minuti comanda la classifica degli assist, 6 come Dybala. E c’è solo un altro che tocca più palloni nelle aree avversarie, Kvaratskhelia a 104 contro i suoi 100 tondi tondi: è la dimostrazione che il francese si trovi spesso nella zona calda, nonostante la sua capacità di galleggiare lontano. Per questo cerca la porta spesso e volentieri, molto più di quanto farebbero pensare quei sette gol messi a referto: nel numero delle conclusioni effettuate è terzo e tra lui (49) e il solito Kvara (61), c’è l’onnipresente Lautaro a quota 53. Senza Martinez, è stato lui a cantare e a portare la croce, ma da domani è finalmente ThuLa: probabilmente non dall’inizio, ma per l’Inter è già qualcosa.

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