Mittelstädt e la tradizione dei terzini tedeschi

La Germania vanta una meravigliosa tradizione anche a livello di terzini: Berti Vogts, Paul Breitner, Manfred Kaltz, Hans-Peter Briegel, Andreas Brehme e Philipp Lahm. Un passato prestigioso e ingombrante per quei giocatori tedeschi che ora ricoprono questo ruolo. Julian Nagelsmann sta ricostruendo la nazionale dopo la traumatica avventura al Mondiale in Qatar, terminata con il divorzio tra la federazione e il ct Hansi Flick. C’è grande attesa per l’Europeo che la Germania si prepara a organizzare. E tra gli esperimenti di Nagelsmann, nella posizione di laterale sinistro, sta prendendo quota Maximilian Mittelstädt, ventisette anni compiuti qualche giorno fa, il 18 marzo, due gol e tre assist in ventiquattro partite di Bundesliga con lo Stoccarda, che lo aveva preso in estate dall’Hertha Berlino per mezzo milione di euro.

UN JOLLY – Intuizione brillante, perché ora è uno dei terzini emergenti del campionato: corsa, dinamismo, resistenza, applicazione, inserimenti, un metro e 88, mancino naturale. Ha la capacità di leggere più copioni: può agire anche da esterno di centrocampo oppure da ala tattica nel 4–2-3-1. Un repertorio da classico jolly, ecco perché Nagelsmann sta riflettendo sulla possibilità di portarlo all’Europeo. Ha cominciato a giocare nello Staeken e nello Zehlendorf. È arrivato all’Hertha nel 2012. Adesso si è imposto nello Stoccarda, allenato da Sebastian Hoeness. Maglia numero 7, i gol al Mainz e all’Eintracht Francoforte, un contratto fino al 2026. E soprattutto la stima di Nagelsmann.


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