Milioni e campioni? Macché, la carica dei 46 convocati che non giocano in… A. Tre gli “italiani”

Tanti i convocati dalle rispettive nazionali che militano nelle seconde divisioni europee. Addirittura due avversari dell’Italia giocano in terza serie

Lottare un anno per la promozione nella massima divisione, in molti casi non riuscire a ottenerla, e poi trovarsi comunque inclusi nella prestigiosa macchina dell’Europeo itinerante. Potrebbe sembrare un profilo di nicchia, ma in realtà questa descrizione riguarda ben 46 convocati della kermesse in partenza questa sera allo stadio Olimpico di Roma. Una media di quasi due giocatori per squadra sono stati infatti chiamati dai rispettivi commissari tecnici per contribuire alla causa, noncuranti dell’appartenenza a un club di seconda divisione, in tre casi addirittura di terza.

La provenienza

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Il 46 è un numero molto alto, ma va sviscerato per comprenderne l’origine. Prima di tutto alza notevolmente la media il Galles che, come in parte la Scozia, vede moltissimi dei suoi giocatori crescere o espatriare in club inglesi senza però trovare posto in Premier League. Sono infatti ben 13 i compagni di squadra di Gareth Bale a provenire dalla Championship, la seconda serie d’oltremanica. E proprio questo campionato fornisce quasi la metà di questi 46 nomi: sono 32 da diverse squadre, a conferma dell’alto livello e dell’internazionalità della seconda lega professionale d’Inghilterra. Infine rimane un fattore anche l’allargamento a 24 squadre inaugurato nel 2016: le esordienti Macedonia e Finlandia, per esempio, hanno in rosa rispettivamente 4 e 5 calciatori provenienti da seconde divisioni.

Gli “italiani”

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Dei 46 di cui si sta trattando in questo articolo, sono in tre a portare il vessillo della nostra Serie B. Potevano essere in quattro, ma Sauli Vaisanen del Chievo ha dovuto abdicare per infortunio ed è stato rimpiazzato dal c.t. della Finlandia Markku Kanerva. Il Brescia vanta due calciatori convocati all’Europeo in due formazioni differenti: il portiere finlandese Jesse Joronen e il difensore della Repubblica Ceca Ales Mateju, entrambi già nella rosa lombarda in Serie A nel 2019-20. È invece arrivato al Lecce lo scorso gennaio Boban Nikolov, prelevato dagli ungheresi del Fehérvar e domenica protagonista da vicino nell’esordio assoluto della Macedonia del Nord nel campionato continentale.

Il terzo gradino

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Se dalla Championship provengono ben 32 calciatori di Euro2020, la globalizzazione del calcio inglese è confermata dai tre giocatori che appartengono addirittura alla League One, la divisione ancora inferiore, terza serie del football oltre il canale della Manica. Due di loro sono stati convocati da quel Galles che l’Italia affronterà nel proprio girone domenica 20 giugno: uno è il terzino Chris Gunter, che ha disputato la stagione con la maglia del Charlton Athletic dopo il trasferimento a parametro zero dal Reading (Championship), l’altro è Matthew Smith, mediano 21enne di proprietà del Manchester City protagonista di una stagione da titolare al Doncaster Rovers. L’ultimo componente del trio è infine il portiere finlandese Anssi Jaakkola, 34enne del Bristol Rovers con un passato al Siena e alla Colligiana tra il 2007 e il 2010: il suo club ha chiuso il campionato in 24esima e ultima posizione retrocedendo addirittura in quarta serie.

Gli altri

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Per questioni di spazio vengono omessi i nomi dei 32 giocatori della Championship, ma anche la Segunda Division spagnola fornisce 3 calciatori come la Serie B: il Maiorca vanta il difensore slovacco ex Chievo e Ternana Martin Valjent e l’attaccante macedone ex Palermo Aleksandar Trajkovski, nel Rayo Vallecano gioca un altro compagno di Goran Pandev, il portiere Stole Dimitrievski. Due i nomi dalla Ligue 2 francese: il terzino turco Umut Meras del Le Havre e il centravanti macedone Vlatko Stojanovski, allo Chambly in prestito fino a fine mese dal Nimes. Gli attaccanti Kenan Karaman (Turchia) e David Kownacki – polacco ex Sampdoria – hanno poi giocato nella stagione appena conclusa con il Fortuna Dusseldorf in 2. Bundesliga in Germania e infine merita una menzione Craig Gordon: la scorsa estate il 38enne ha lasciato il Celtic dopo 6 anni per tornare nella squadra in cui è cresciuto, gli Hearts of Midlothian, con cui ha appena vinto la Scottish Premiership, seconda divisione del calcio scozzese.

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