Milinkovic top da Mondiale: rabbia per la sostituzione

Si stava prendendo il Mondiale. Glielo ha sfilato, sul più bello, il ct Stojkovic, richiamandolo in panchina. Mancavano 12 minuti più altri 6 di recupero e Sergej Milinkovic, chissà, l’avrebbe potuta ancora risolvere inventando uno dei suoi colpi. La caviglia gonfia non c’entra. Motivi di ordine tattico. Sul 3-3, Pixie si è spaventato e ha preferito rinforzare gli ormeggi, mettendo un giocatore più fresco. Dentro Grujic, un mediano vero, per virare verso il 3-5-2 ed evitare ulteriori imbarcate. Il centrocampo, è vero, si stava scollando. L’asso della Lazio, però, stava deliziando lo stadio Al Janoub e anche Stramaccioni, rapito in telecronaca dal suo movimento a tutto campo. Finalmente Sergej al suo livello, conosciutissimo in Serie A, molto meno in campo internazionale.

Carezza

Un gol delizioso e l’invenzione in occasione del 3-1 di Mitrovic, “aprendo” il piatto destro per fintare il tiro e appoggiare verso Zivkovic. Non assist, ma penultimo passaggio, decisivo per lo sviluppo dell’azione. Al tramonto del primo tempo, Milinkovic si era sbloccato, firmando il raddoppio della Serbia: scambio con Zivkovic e sinistro nell’angolo. Un capolavoro di astuzia e di equilibrio. Sergej era sbilanciato, stava rischiando di cadere all’indietro e ha visto l’angolo scoperto alla sinistra di Epassy. Non ha forzato il tiro, ma è riuscito a colpire e indirizzare la palla con il tempo giusto. Una carezza con l’incisività di uno schiaffo. Ecco la differenza dei fuoriclasse: rendere semplice una giocata difficile.

Milinkovic in gol, il messaggio di Zaccagni: "Vamos Sergente!"

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Delusione

Rispetto al debutto con il Brasile, Stojkovic aveva almeno indovinato l’accorgimento tattico. Milinkovic molto meno punta e molto più centrocampista offensivo. Così è entrato nel gioco, ha contrastato e rifinito, si è sentito coinvolto, non marginale, dimostrando personalità e le qualità risapute. Ci voleva. Era quello che cercava. Uno squillo per dimostrarsi all’altezza, anche se il 3-3 e la sostituzione non lo hanno reso felice. «Abbiamo sbagliato. Sul 3-1 avremmo dovuto tenere di più la palla facendo trascorrere il tempo – ha dichiarato in zona mista ai microfoni di Rai Sport – Ci siamo spinti in avanti, invece, per cercare il quarto gol. Andiamo via con un punto e non siamo contenti. Il Camerun ha segnato due volte in contropiede e ha pareggiato». Leggerezza imperdonabile. Gli slavi sono così. Belli e svagati. Un tempo erano stati ribattezzati i brasiliani d’Europa. La qualificazione resta in bilico. «Speriamo che la Svizzera perda con la Selecao in modo che resti tutto aperto». 

Dubbi

Casemiro ha esaudito la richiesta di Milinkovic, a cui resta l’ultima possibilità: battere la Svizzera per agganciare gli ottavi e forse orientare il suo futuro. Il cambio di Stojkovic ha fatto discutere. Kezman ha preferito evitare commenti. Sta lavorando per portarlo via dalla Lazio a gennaio o giugno. Per Lotito sarà durissima riuscire a rinnovare il contratto di Sergej, ma sapete com’è il presidente: oggi il gioiello (sempre meno suo) tornerà a costare 120 milioni e non 100. Cifre fuori mercato per la scadenza 2024. Ieri i laziali non sapevano se essere contenti o meno della sua esplosione. «Siamo rovinati, non firmerà più» i messaggi inviati dagli amici di vecchia data durante l’intervallo, mentra la compagna Natalija con la piccola Irina (neonata senza il papà, già in Qatar) festeggiava sui social. Milinkovic è il settimo laziale a segnare in un Mondiale: il primo era stato Silvio Piola, l’ultimo Miro Klose. Guarda un po’ la storia.

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