Milinkovic senza limiti: è lui il leader della Lazio e della Serbia “mondiale”

Il neo vice-capitano biancoceleste ha trascinato i suoi alla qualificazione per Qatar 2022, ulteriore step della maturazione. Ora Sergej si rituffa nel campionato dove con Sarri vuole riportare al vertice anche la Lazio

“Il mio successo più bello ottenuto con la nazionale”. Sergej Milinkovic non ha esitato a definirlo così. E l’affermazione non fa una piega. La vittoria conquistata ieri allo scadere dalla Serbia in Portogallo ha infatti consentito alla squadra del centrocampista laziale di staccare il pass per il Mondiale che si giocherà tra un anno in Qatar. Una vera e proprio impresa, visto che è stata ottenuta sul campo e ai danni del Portogallo di CR7. La Serbia, pur avendo gli stessi punti dei portoghesi, aveva bisogno di vincere per conquistare il primo posto. Ci è riuscita nonostante giocasse fuori casa. E Milinkovic, pur non segnando, è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria che consente alla Serbia di qualificarsi per la seconda volta consecutiva alla fase finale di un Mondiale.

investitura

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Una grande soddisfazione per il Sergente che tra dodici mesi avrà l’opportunità di giocare il suo secondo Mondiale. Il primo, quello del 2018 in Russia, non andò bene per la Serbia (eliminata nella fase a gironi) e andò male soprattutto per lui. Era uno dei protagonisti attesi, ma pagò l’emozione della grande vetrina. Pesò, per il centrocampista, anche l’essere ancora un novizio della nazionale, visto che ci era sbarcato in pianta stabile solo da pochi mesi. Le premesse adesso sono però completamente diverse. Nel frattempo Milinkovic è ulteriormente cresciuto come giocatore, ha fatto maggiore esperienza internazionale (l’anno scorso ha giocato in Champions con la Lazio) e soprattutto è diventato un punto fermo della nazionale, con cui negli ultimi mesi è stato spesso decisivo. La qualificazione al mondiale – vissuta da protagonista – è ora un altro tassello importante che si aggiunge alla sua crescita di calciatore.

futuro

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Conquistato il Mondiale, ora Milinkovic punta a prendersi l’Italia. Nel senso che potrà concentrarsi unicamente sulla Lazio da qui al termine della stagione. Il passaggio da Inzaghi a Sarri lo ha portato ad ampliare il suo bagaglio tattico, a interpretare il ruolo di interno di centrocampo in maniera più completa. Ciò peraltro non gli sta impedendo di continuare a essere pericoloso nell’area avversaria, come testimoniano i tre gol realizzati finora in campionato. Il gioco del nuovo allenatore sembra fatto apposta per esaltare le sue caratteristiche di tuttocampista. Da quest’anno, poi, essendo stato promosso vice-capitano della squadra, si sente anche più responsabilizzato all’interno dello spogliatoio. Questa è la sua settima stagione con la Lazio, un periodo lunghissimo considerando che la sua avventura in biancoceleste è stata sin dall’inizio accompagnata da voci di mercato sul suo conto. Voci che però non si sono mai tradotte in nulla di concreto. E così sarà anche nel futuro immediato.

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