Milan,com’è bella Venezia: Ibra e Theo show, il Diavolo passa in testa

I rossoneri confermano l’ottimo momento e mettono pressione all’Inter. Zlatan segna e poi cede un rigore a Hernandez, che aveva raddoppiato. Lagunari mai pericolosi e in dieci nella ripresa (espulso Svoboda)

Una passeggiata in Laguna che per il Milan ha quasi del romantico, considerando che sono arrivati (altri) tre gol, non ne sono stati presi, non ci sono state sgradevoli novità in infermeria (di questi tempi è una notizia) e Ibra ha cavallerescamente ceduto un rigore a Hernandez. Il Venezia finisce sott’acqua 3-0, spinto sul fondale dai gol di Zlatan e dalla doppietta di Hernandez, impreziosita dalla fascia di capitano. E’ un Diavolo che si conferma in forma scintillante e che nelle ultime tre uscite – Empoli, Roma e oggi – ha messo in buca 10 gol. D’altra parte, prima dei due crash test consecutivi con juve (23 gennaio) e Inter (6 febbraio), occorreva dare massima continuità ai risultati e così sta avvenendo. Ulteriore pressione sulle spalle dei nerazzurri, con un primato provvisoriamente passato di mano. Smaccato il gap tecnico fra le due squadre al Penzo, non c’è praticamente stata partita se pensiamo che Maignan non è mai stato coinvolto in un intervento “vero”. Quando poi all’ora di gioco i padroni di casa sono rimasti in dieci (espulso Svoboda), è stato scritto l’epitaffio sul match. Pioli ha festeggiato col sorriso le 400 panchine in A, il Venezia non vince dal 21 novembre e ha raccolto solo 2 punti nelle ultime 7 uscite. Una miseria.

Le scelte

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Zanetti deve rinunciare agli squalificati Caldara e Tessmann, oltre a Ebuehi partito per la Coppa d’Africa. In porta confermato Romero, Svoboda al posto di Caldara, il neo acquisto Cuisance subito nella mischia da mezzala destra e tridente con Aramu, Henry e Okereke. Pioli si è ritrovato nella stessa situazione – tragica – vissuta con la Roma: dieci giocatori out tra infortuni, Covid e Coppa d’Africa. Tre cambi rispetto alla sfida coi giallorossi: Bakayoko per Krunic, Leao per Messias (con Saelemaekers a destra) e Ibra per Giroud. Confermata in blocco la difesa d’emergenza, con Kalulu e Gabbia davanti a Maignan. Il però Milan riesce a mettere immediatamente in discesa il match. Il cronometro segna un minuto e 58 secondi quando Ibra appoggia in rete comodo comodo in area piccola santificando l’eccezionale lavoro in fascia di Leao, genialmente lanciato in profondità da Hernandez. Rafa si esibisce nel suo repertorio migliore – scatto, progressione, avversario saltato, servizio per il compagno -, ma la fase difensiva veneta è da bollino rosso, con Svoboda che fallisce malamente l’intervento e Ceccaroni che abbocca al movimento di Ibra. Per Zlatan il Venezia è la vittima numero 80 nei maggiori cinque campionati europei: applausi. Il gol a freddo ovviamente gasa il Diavolo e terrorizza il Venezia, che sulla sua fascia destra finisce in centrifuga, con Mazzocchi e Svoboda incapaci di contenere le sgommate di Theo e Leao.

Facilità di gioco

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E’ un Milan che esibisce straordinaria facilità di gioco, che entra nel cuore degli avversari con modalità disarmanti. Cuisance non se la cava affatto male per essere al debutto, ma Tonali gli sta col fiato sul collo e ovviamente per il francese è un problema enorme. Mazzocchi tenta qualche percussione interessante, i tre davanti si scambiano spesso posizione ma quando si arriva sulla trequarti emergono evidenti limiti tecnici. Nella scelta dell’ultimo (e anche del penultimo) passaggio. Nella scelta degli spazi da riempire. Limiti che diventano una zavorra nel quarto d’ora in cui gli uomini di Zanetti prendono coraggio e fanno abbassare il Milan (al 25’ recupero fantastico di Tonali su Okereke lanciato a rete). Limiti che il Diavolo non ha: nel giro di pochi minuti vanno al tiro Hernandez, Florenzi e Leao, con Romero che fa buona guardia. E’ di nuovo un Venezia intimidito ed è un peccato perché il Milan nell’ultima parte di tempo diventa presuntuoso, gioca come si trovasse sul tre a zero. Infatti Pioli si arrabbia e Florenzi all’intervallo avvisa in tv: “Se abbassiamo la guardia vuol dire che siamo una squadra che non vuole lottare per grandi traguardi”.

Ibra galantuomo

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Il problema viene risolto subito, perché nella ripresa il Milan colpisce immediatamente, come nei primi 45. Dialogo a memoria Diaz-Leao-Hernandez con Theo che va via di potenza al povero Mazzocchi e di potenza infila Romero. La partita si chiude definitivamente molto presto. Minuto numero 12, Svoboda completa il suo pomeriggio da film horror prima servendo Ibra con un retropassaggio svagato e poi murando con una mano davanti alla porta il tiro di Hernandez. Irrati ovviamente lo caccia. Ibra, dopo i ripetuti errori, cede il dischetto allo stesso Theo – la maturità dei 40 anni… -, che serve il tris. Con quel punteggio, e in superiorità numerica, cala il sipario. Per Pioli diventa la partita adatta a fare le rotazioni più utili nell’ambito dei vari minutaggi (giovedì c’è la Coppa Italia), per il Venezia l’obiettivo è quello di evitare l’imbarcata pesante. Finisce così, senza altri sussulti, se non il piacere in casa rossonera per l’esordio in A del Primavera Stanga, al posto di Florenzi nel finale. Tutto (troppo) facile per il Milan.

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