Milan, Vlahovic o Scamacca? Due modi di essere centravanti (nel segno di Ibra)

Dusan e Gianluca sono i due giovani in rampa di lancio sul taccuino rossonero per il 2021-22. Li abbiamo passati ai raggi X e vi diciamo che…

Le differenze: uno ha 21 anni, l’altro 22. Uno è serbo, l’altro italiano. Uno costa 40 milioni, l’altro tra i 25 e i 30. Punti in comune: il fisico imponente, l’abilità nella conclusione, la tecnica (elevata), il numero di maglia (9). Ah sì, c’è anche un’altra cosa che si dice di entrambi: tutti e due ricorderebbero Ibrahimovic (anche se non esattamente fifty fifty). E allora sarà per questo che il Milan sta pensando a Dusan Vlahovic e Gianluca Scamacca proprio per affiancare Zlatan nella prossima stagione. Cioè: non “e” ma “o”, chiaramente.

O uno o l’altro. L’età e il talento ci sono, i cartellini costano ma per frequentare il dorato mondo della Champions occorre pur investire. Sono i giovani portatori di talento che il Diavolo intende marcare stretti nel mercato estivo, perché una cosa è assolutamente chiara: Ibra da solo non può bastare, Rebic e Leao sono due centravanti surrogati, e Mandzukic al momento è un grosso punto interrogativo. Ma, anche se gli venisse rinnovato il contratto, di certo non potrebbe rappresentare il futuro dell’attacco rossonero.

Spazi

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Due corazzieri. Vlahovic è alto un metro e 90, Scamacca uno e 95. E già qui si capisce il tipo di fisico che hanno. Anche se in campo lo usano in maniera diversa. Dusan è più uomo da ricerca della profondità, della sgroppata che punta verso la porta, dei movimenti da un fronte all’altro dell’attacco. Gianluca un centravanti in qualche modo più classico, anche se il calcio di oggi non contempla più il numero 9 stanziale in area. Si potrebbe dire che Vlahovic è più bravo a cercarsi gli spazi, di cui ha bisogno vitale per sviluppare le sue giocate, mentre Scamacca è migliore nell’occuparli. Dei due, il più paragonato a Ibra è il genoano in prestito dal Sassuolo. Un centravanti che offre diverse soluzioni contro uno più classico. Entrambi con una tecnica di alto livello, sebbene una buona parte della critica assicuri che Gianluca vale qualcosina di più. Ma parliamo di inezie. Anche perché chi invece “parteggia” per Dusan, assicura che il serbo è più bravo ad adattarsi ai meccanismi collettivi. Insomma, a giocare di squadra, concetti su cui Gianluca deve ancora migliorare.

I numeri stagionali

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I loro numeri stagionali sono abbastanza differenti, soprattutto per quanto concerne gol e presenze: 26 presenze da titolare per Vlahovic contro le 11 di Scamacca, 15 gol contro 5 (con un rapporto minuti/gol di 148 a 218), 2 assist a testa, 2,4 di media tiri a partita contro 1,9. Vlahovic è decollato dopo un avvio di campionato decisamente complicato (un gol nelle prime 11 partite, poi 14 nelle successive 19) mentre Scamacca, sebbene la sua si possa considerare una stagione complessivamente positiva, ha spiccato i volo soprattutto nell’ultimo periodo (3 reti e un assist e nelle ultime tre uscite). Vlahovic può anche vantarsi di essere il primo 2000 a segnare almeno 20 gol in A. Per lui, tra l’altro, Ibra è un idolo assoluto. Uno da aspettare pazientemente a fine partita, come avvenuto al Franchi quest’anno, per chiedergli la maglia autografata. Con tanto di dedica scritta da Zlatan in serbo. “Una cosa che mi ha impressionato”, raccontò Dusan, che poi disse: “Il mio futuro? Sono aperto a ogni discorso con la Fiorentina”. Ovvero qualsiasi scenario, tanto da non prendere in considerazione l’idea di prolungare il suo contratto col club viola (a ingaggio triplicato), che scade nel 2023. Anche Scamacca ha ovviamente Ibra come modello e alcune movenze simili allo svedese. Ballardini però assicura che a lui ricorda di più Bobo Vieri. Comunque vada, si casca bene.

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