Milan, servono nuovi gol: nell’ultimo mese in rete solo Ibra, Rebic e Kessie

Pioli finora aveva potuto contare sull’apporto realizzativo di tanti elementi della rosa: i guai fisici e qualche calo di rendimento hanno ridotto il numero dei marcatori

“Voglio vincere insieme ai miei compagni di squadra. Ma se devo farlo da solo, lo faccio”, diceva Michael Jordan nella serie “The last dance”. Tipico dei leader, di chi sa che ci sono momenti in cui un gruppo va trascinato e preso sulle spalle. Zlatan Ibrahimovic appartiene alla categoria dei fuoriclasse e di certo non si fa pregare quando bisogna prendersi le responsabilità, ma un aiuto in zona gol lo accetterebbe volentieri, specialmente ora che il Milan sta attraversando il primo periodo di difficoltà dopo tanti mesi brillanti. L’apporto offensivo di Ibra – 16 reti in 18 presenze tra campionato e coppe – è una costante da quando lo svedese è tornato a vestire rossonero. Quello del “cast di supporto”, invece, va un po’ a corrente alternata.

Ante e Franck

—  

Nell’ultimo mese, il piatto piange. La lodevole eccezione è Ante Rebic (e il problema al tendine rotuleo sinistro che affligge il croato non è buona notizia, anche se fortunatamente non sembra grave). L’ex Eintracht, dopo un autunno tormentato, è l’unico oltre a Ibra ad aver segnato su azione nell’ultimo mese: un gol a Bologna, due al Crotone. In più, c’è il rigore di Kessie al Dall’Ara.

Calha, Leao, Theo

—  

Gli altri hanno fatto scena muta, per i motivi più vari. Calhanoglu, che fin qui ha messo insieme un bottino di 6 centri stagionali, è stato a lungo out per il Covid e ora è comprensibilmente giù di condizione. Leao, prezioso jolly d’attacco capace di portare in dote altri 6 gol, pecca ancora di qualche “svolazzo” di troppo, sebbene il suo contributo vada misurato anche in termini di assist. E poi c’è Hernandez: forse Theo aveva abituato tutti troppo bene nella prima parte della stagione, condita da 4 reti (come Hauge e Brahim Diaz): il terzino col turbo, da qualche settimana, è un po’ meno strapotente del solito. Nulla di allarmante, ma insomma, Ibra ha bisogno di una mano. Altrimenti chi lo sente, in spogliatoio…

Precedente Primavera - Roma, 4 gol alla Juve e resta prima. Milan va con doppio Olzer. Pari Inter Successivo Capello punge Ibra: "Non lo avrei mandato a Sanremo. Deve avere rispetto..."

Lascia un commento