Milan, quale numero per Giroud? Il francese pensa al “nove tabù”

Con quella maglia dieci rossoneri hanno fallito. L’ex Chelsea ha il curriculum per spezzare il sortilegio

La prova del 9 è stata ampiamente superata: si contano già dieci esempi di centravanti rossoneri che non hanno saputo raccogliere l’eredità di Filippo Inzaghi. Il nove non è un dettaglio: dopo che SuperPippo ha svestito la maglia, nessuno ha avvicinato i suoi numeri.

I bomber che hanno indossato la casacca con quella cifra sulle spalle si sono trovati improvvisamente spuntati. Che fossero giovani o più esperti, italiani alla ribalta o stranieri di fama internazionale. Nemmeno messi tutti insieme fanno il carico di gol e di trofei sollevati da Inzaghi: 126 reti per dieci titoli, tra cui due scudetti e altrettante Champions. La dote complessiva degli eredi si ferma a 116 gol, una Supercoppa Italiana sollevata dal 9 Lapadula e 3 presenze in Champions di Pato da numero 9 (le altre erano state con la 7 indosso). Sarà Olivier Giroud a sfatare il tabù? Nessuno oggi vanta un curriculum come il suo: è attuale campione d’Europa con il Chelsea e campione del mondo in carica con la Francia. Quanto ai gol, sono 221 con i club e 46 con la nazionale. E per tentare di invertire la tendenza, ha già ricevuto la benedizione di Ibrahimovic.

La storia

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Pato raccoglie la maglia con il 9 nell’estate del 2012: “L’ho sempre sognata e ora è libera”, raccontava felice il Papero. Il rendimento gli sorride molto meno, specie in confronto alle prime stagioni rossonere: 4 partite in Serie A, zero gol. Lascerà Milano a gennaio per far ritorno in Brasile. Fa meglio Matri nel 2013-2014, che sale a quota 1: un gol in 19 presenze complessive. Fernando Torres sembra avere carisma ed esperienza per cambiare rotta: arriva dopo aver sollevato la Coppa del Mondo e due volte quella d’Europa con la Spagna e dopo aver alzato al cielo Champions ed Europa League con Chelsea e Atletico Madrid. Con la nove rossonera è assalito dalla malinconia: a San Siro dura meno di sei mesi, dall’estate al dicembre 2014, quando festeggia il ritorno in Liga dopo dieci partite e un gol milanista in un pareggio contro l’Empoli. Tocca così a Mattia Destro, ingaggiato con la formula del prestito con diritto di riscatto, mai esercitato. Da gennaio a maggio segna 3 gol in 15 partite, troppo pochi per convincere la società all’acquisto definitivo. Rendimento che riesce a doppiare Luiz Adriano (36 partite, 6 gol) ma sempre un contributo modesto: dopo un anno e mezzo vola in Russia. Fino a Lapadula, eroe della B con il Pescara e giovane emergente su cui il Milan sceglie di puntare: è l’unico successore di Inzaghi ad aver sollevato un trofeo, la Supercoppa Italiana contro la Juventus, anche se sbaglierà il rigore seguito al pareggio ai supplementari. Chiude con 29 presenze e 8 reti.

Gli ultimi

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Il tentativo successivo è quello di affidarsi a un predestinato: nell’estate 2017 il Milan cinese acquista André Silva per quasi 40 milioni. Quarantuno anche le gare giocate in rossonero, molti meno i gol: 10, ma con il merito di aver toccato la doppia cifra. Si è riscoperto goleador in Bundesliga, chiudendo l’ultimo campionato con 28 reti in 32 uscite. Ci riprova Higuain, il cannoniere a cui il Milan pensa di affidare la risalita nell’estate 2018: una garanzia sotto porta, come dimostrato in A con Napoli e Juventus. Conclude dopo sei mesi con 8 centri rossoneri in 22 presenze. Da un decennio non segnava così poco: 9 reti in 34 gare nella sua prima stagione madridista, quando era solo un ventenne di belle speranze. Alla riapertura del mercato prende il primo aereo per Londra. Uno dei migliori esempi recenti è quello di Piatek, eccezionale all’esordio rossonero: 9 gol in 18 partite, a fine campionato porta Gattuso a un punto dalla Champions. Segna in tutto modi e Milano è pazza del suo Pistolero con la maglia numero 19. Nell’estate 2019 il polacco sfida le difese avversarie e la sorte. Sceglie la 9 e alla Gazzetta dice: “Non credo alla scaramanzia e a questa maledizione. Per me la 9 è la normalità, andrà tutto bene come con la 19. Sarò in grande forma, vedrete. La cosa non mi fa paura”. Conto di gol dimezzato (4) nel secondo campionato milanista concluso a gennaio con la cessione all’Hertha Berlino. L’ultimo è stato Mario Mandzukic, un altro juventino che con i suoi colpi aveva contribuito ai successi bianconeri. Al Milan zero gol e tanti infortuni: 10 partite in campionato, una sola da titolare, e un’altra gara in Europa League. Giroud è avvertito.

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