Milan, Pobega in cerca di visibilità: Atalanta e Fiorentina non mollano

Tutti quelli che sono qua hanno voglia di far bene e mettersi in mostra”. Ha parlato così Tommaso Pobega doppo la positiva esibizione con la maglia del Milan in occasione del primo test stagionale contro la Pro Sesto. Lo zampino nel propiziare l’autogol di Serra con una bella conclusione stampatasi sul palo e una presenza fissa in gran parte delle azioni rossonere del secondo tempo: parlando spesso e volentieri per dare le istruzioni ai compagni di squadra più giovani. La buona prima stagione in Serie A con lo Spezia sembra aver rafforzato anche a livello caratteriale il centrocampista triestino, uno dei giocatori più chiacchierati nelle cronache di mercato.

CORTEGGIATO – Le stagioni in prestito, da protagonista, a Pordenone e sotto la guida di Vincenzo Italiano hanno restituito al Milan un calciatore più pronto di quanto non dica la sua carta d’identità – ha recentemente festeggiato i 22 anni – ma la necessità di muovere il mercato in uscita dopo i circa 60 milioni di euro investiti sino ad oggi da Elliott impongono quanto meno delle riflessioni. Non è un mistero che Atalanta e Fiorentina si siano fatte avanti nelle ultime settimane, con i nerazzurri alla ricerca di un giocatore con le sue caratteristiche, alternativo all’olandese Koopmeiners, per il quale manca ancora l’accordo con l’AZ Alkmaar, e i viola spinti dal loro nuovo allenatore a puntare su Pobega.

IN MOSTRA – Sotto contratto fino a giugno 2025, valutato tra i 10 e i 15 milioni di euro, il nazionale Under 21 può diventare uno dei protagonisti a sorpresa dell’estate milanista, approfittando dell’assenza di Kessie causa Olimpiadi e in attesa dell’arrivo di un ulteriore puntello per la mediana di Stefano Pioli. Provare a convincere il tecnico emiliano a concedergli un’occasione nel corso di una stagione che si preannuncia ricca di impegni o mettersi in mostra per indurre il Milan ad alzare la posta per una cessione a titolo definitivo che, insieme a quella di Hauge, metta nelle mani di Maldini e Massara un tesoretto da reinvestire per gli ultimi aggiustamenti in entrata.

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