Milan, la tentazione è Damsgaard. Ma niente asta per il jolly danese

Occhi sul classe 2000 della Samp che può giocare da esterno o da “10”. E la carta Conti può abbassare il prezzo

Sabato, quando scenderà in campo a Baku con la sua Danimarca per giocarsi un posto nella semifinale europea contro la Repubblica Ceca, Mikkel Damsgaard sarà ufficialmente più vecchio di un anno. Non abbastanza per raffreddare l’interesse del Milan, però: i 21 anni che il centrocampista della Sampdoria compirà tra quarantotto ore e che spera di festeggiare con un successo – e magari con un altro gol – lo pongono semmai perfettamente in linea con il profilo anagrafico ricercato dai dirigenti rossoneri per filosofia aziendale. A 21 anni, per dire, Theo Hernandez è sbarcato a Milanello e alla stessa età Brahim Diaz si è vestito di rossonero per la prima volta. Quello che accomuna Damsgaard ai talenti valorizzati dal Diavolo, però, va oltre l’età da colpo di fulmine: anche il danese, come Theo e Brahim, ha talento da vendere e qualità che possono essere modellate sotto la guida di Pioli. Esterno d’attacco adattabile anche da trequartista, caratteristiche che fanno a caso del Milan e del suo sistema di gioco. Maldini e Massara avevano messo gli occhi su di lui già da tempo, ma la vetrina dell’Europeo ha amplificato tutto, dalla schiera di potenziali corteggiatori alla valutazione che la Samp continua a ricalibrare. Dopo la rete alla Russia, si parlava di un prezzo non inferiore ai 30 milioni, poi Ferrero ha alzato il tiro: “Damsgaard non è in vendita – ha detto il presidente della Samp – perché voglio arrivare a una valutazione da 30 a 50 milioni, è un talento puro”. Alla luce dei 6 milioni spesi per acquistarlo un anno e mezzo fa dal Nordsjaelland, cederlo a quelle cifre sarebbe un capolavoro.

LA CARTA CONTI

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Ed eccoci al punto, perché la tentazione Damsgaard, per il Milan, è una questione di opportunità: se si scateneranno aste, i rossoneri non vi parteciperanno. Diversamente, potrebbero muoversi, magari provando a inserire una contropartita tecnica nell’operazione per abbassare i costi dell’affare. In questo senso non va sottovalutata la pista che conduce ad Andrea Conti, appena rientrato dal prestito al Parma e destinato all’uscita definitiva, dopo quattro anni poco fortunati: in Emilia, ad allenarlo c’era proprio quel Roberto D’Aversa che adesso è in pole per la panchina della Samp. Se il matrimonio tra il tecnico abruzzese e il club di Ferrero si farà, il Milan potrebbe farsi avanti per Damsgaard e giocare la carta Conti.

INCASTRI

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Valutazioni che saranno approfondite più avanti, anche perché al momento in rosa non ci sono slot disponibili per il gioiellino blucerchiato. I dirigenti di via Aldo Rossi continuano infatti a considerare Ziyech il profilo più adatto a occupare la casella lasciata libera da Calhanoglu: il marocchino del Chelsea piace perché ha già dimostrato in passato di poter giocare da “10” ad alti livelli, e perché ha esperienza da Champions. Damsgaard potrebbe muoversi sull’esterno, a sinistra, dove gioca in nazionale e dove si è messo in mostra a Genova, o a destra. E da quelle parti tra lui e il Milan ci sono un paio di “ostacoli” con la maglia rossonera già addosso: Leao e Hauge. Il club non li ha ufficialmente messi sul mercato, ma li considera tutt’altro che incedibili: se dovessero arrivare offerte convincenti, qualcuno potrebbe partire. Entrambi piacciono all’estero (su Leao club di Premier e il Marsiglia, su Hauge c’è anche il Wolfsburg), il Milan resta alla finestra e aspetta di capire. Se invece sarà Damsgaard a volerne sapere di più, sull’effetto che fa giocare in rossonero, potrà chiedere al suo capitano Kjaer: il miglior ambasciatore di mercato, il Milan ce l’ha nello spogliatoio della Danimarca.

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