Milan in ansia per Tomori: l’ira dei tifosi contro il prato di San Siro. E contro l’Inter…

In base all’entità del problema al ginocchio potrebbero cambiare le strategie di mercato. Meazza costretto agli “straordinari” e terreno in condizioni precarie: per molti la spiegazione è questa

Ci sono le immagini e ci sono le parole. Le immagini non sono un granché, nel senso che non trasmettono un grande ottimismo sull’entità del guaio di Fikayo Tomori. Si vede il 23 rossonero che a un certo punto, da solo, inizia a zoppicare saltellando e si lascia andare a terra, alzando il braccio per richiamare l’attenzione della panchina. Si massaggia l’interno del ginocchio sinistro, con una smorfia. Qualche manovra del medico e la grande paura sembra alle spalle perché Fik torna in campo e pare tutto risolto. Un paio di passaggi, reattivo come al solito. Illusione. Passano solo tre minuti e quando il cronometro tocca il 23’ viene issata la bandiera bianca. Esce zoppicando e quanto meno l’auspicio è che in quei pochi giri di lancetta non sia stata peggiorata la situazione. Poi arrivano le parole di Pioli. Da un lato inquietanti quando racconta la dinamica: “Non ha avuto torsioni, distorsioni, o un trauma diretto. Mentre correva ha sentito qualcosa di strano al ginocchio e non se la sentiva di continuare”. Dall’altro lato più rassicuranti quando azzarda una tempistica: “Mi auguro di riaverlo lunedì (Milan-Spezia, ndr)”.

Ansia

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Quando si tratta di cose particolarmente gravi, anche in assenza di esami approfonditi, le cose di solito sono chiare già sul campo e quindi l’augurio di Pioli porterebbe in teoria a escludere guai eccessivamente seri. Ma per averne conferma occorrerà attendere le verifiche strumentali del caso. Già oggi forse, sebbene per ora da Milanello non filtri ancora nulla. Per adesso l’unica certezza è che l’ansia è notevole e si tratta del terzo problema stagionale per Fik. Il primo era stato un’infiammazione all’anca, poi il Covid da cui si è negativizzato soltanto tre giorni fa. Il suo era stato un rientro particolarmente gradito da Pioli in un reparto già privo di Kjaer e Romagnoli.

Straordinari

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Il k.o. di Tomori ha guastato il passaggio del turno in Coppa Italia e animato le discussioni (e le polemiche) del web rossonero. C’è chi torna a puntare il dito sulla quantità industriale di problemi medici a cui è andata incontro la rosa da inizio stagione (sebbene in questo caso non si tratti dei famigerati guai muscolari) e soprattutto sul terreno di San Siro. Apparso peraltro in sofferenza anche a occhio nudo. D’altra parte il Meazza aveva ospitato la Supercoppa soltanto 24 ore prima e anche nell’immediato futuro il prato sarà chiamato agli straordinari. Un terreno che presenta criticità, è ovvio, è potenzialmente un rischio per chi ci gioca e il tipo di problema accusato da Tomori potrebbe far pensare proprio a una genesi di questa natura. Ma siamo nel campo delle ipotesi e ovviamente non esiste controprova. Inutile dire che in base alla diagnosi di Fik, il mercato rossonero in difesa potrebbe subire una brusca accelerata.

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