Milan, il casting di Maldini tra Sven l’anti-Ibra, Abdou lo scrittore e l’Attila ungherese

Il Milan batte il mercato alla ricerca della soluzione migliore per rimpiazzare Kjaer: Botman con il Lilla annullò Zlatan, Diallo è un jolly che pubblica libri e Szalai un gigante su cui garantisce Marco Rossi

Casting rossonero. Chi arriva in difesa? Diversi profili seguiti, da Botman a Diallo, fino a Szalai. Vediamo pregi, difetti, pro e contro di ognuno di loro.

Botman, il prescelto

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Non più un mistero. Botman è il primo nome della lista del Milan, anche se la pista non è per nulla semplice e il club rossonero sta iniziando a valutare con molta più attenzione altre strade. Costa trenta milioni, è titolare fisso nel Lilla e l’anno scorso ha vinto la Ligue 1 davanti al Psg giocando 37 partite su 38. Un colosso. Michele Santoni, ex match analyst dell’Ajax ed esperto di calcio orange, ha tracciato un profilo esaustivo: “È forte di testa e nei contrasti, il difetto è la velocità. Per questo lo vedrei bene in coppia con Tomori”. Uno rapido. Botman ha 21 anni ed è cresciuto nell’Ajax, ceduto a 10 milioni senza aver mai debuttato in prima squadra. “Colpa” di Ten Hag, l’allenatore, uno che ama giocare con centrali aggressivi, veloci, rapidissimi. Botman è un calciatore che ti aspetta e fa valere il fisico. Sempre. Mancino come Romagnoli, imposta l’azione e lancia lungo. Non ha ancora debuttato con l’Olanda, ma davanti a lui ci sono Van Dijk, De Ligt e De Vrij. Tosta trovare spazio, ma Sven non molla. L’anno scorso annullò Ibra durante un Milan-Lilla di Europa League.

Diallo, il jolly “scrittore”

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Il “made in Francia” non poteva mancare. Abdou Diallo è nato a Tours da genitori di Dakar, tant’è che nel 2021 ha scelto di giocare per il Senegal. Centrale, terzino, perfino scrittore. Il 6 maggio ha pubblicato un libro chiamato “Il calcio d’inizio dei nostri sogni”, scritto assieme a tre ex compagni delle giovanili del Monaco. Solo lui gioca ad alti livelli. I quattro gestiscono anche un podcast chiamato “Palla al centro” in cui raccontano storie di vecchie promesse mai diventate certezze. Diallo ha 25 anni e gioca nel Psg dal 2019, preso dal Borussia Dortmund per 32 milioni. I tedeschi, a loro volta, l’avevano acquistato dal Mainz per 28. Destro di piede, mancino, 13 partite in stagione, veloce e fisico. Al Psg sta spesso in panchina, quindi può essere un affare in prestito. Vale circa 25 milioni. Ha un fratello che gioca nel Southampton, Ibrahima Diallo, e un cugino nelle serie minori francesi, Boubacar. A gennaio giocherà la Coppa d’Africa insieme a Ballo-Touré. L’esperienza non gli manca: ha già giocato in Germania, Francia e Belgio. In carriera ha già vinto 7 trofei, tra cui due Ligue 1 con Monaco e Psg.

Szalai, il gigante ungherese

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In patria si sono già allargati: “Szalai è il Van Dijk ungherese”. Fisicamente lo ricorda: è alto, tosto, supera il metro e 90 e ha giocato un bell’Europeo con Marco Rossi, che ne ha sempre parlato bene. “Lo chiamai in nazionale dopo tante critiche, oggi è migliorato molto”. Per il resto deve ancora affermarsi in un campionato top. Titolare del Fenerbahçe e dell’Ungheria, destro di piede, 19 partite in stagione, è bravo negli anticipi e nei duelli aerei. Non è neanche così lento poi, nell’uno contro uno tiene botta e fa valere il fisico. Szalai costa 11 milioni ed è il piano B dei rossoneri dopo Botman. Ha 23 anni e gioca a buoni livelli da gennaio 2021, preso dal Fenerbahce per rinforzare la difesa (3 gol in 21 partite). Ha iniziato nel Rapid Vienna, in Austria, e poi è tornato in patria con il Mezokovesd-Zsóry, salvo poi giocare un anno e mezzo a Cipro con l’Apollon Limassol. In carriera ha segnato 11 gol. Curiosità: si chiama Attila, come il Re degli Unni che umiliò l’Impero Romano ormai in declino. Lo chiamavano il “Flagello di Dio”. Szalai gioca solo a pallone. Al massimo può fare qualche scivolata dura.

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