Milan-Ibra, un altro anno insieme: incontro con Raiola positivo, la formula a inizio anno

Lo svedese vuole rimanere (e spera di andare al Mondiale in Qatar). Il Milan non ha fretta. Con un contratto simile a quello attuale il rinnovo è fattibile

Il paragone vale sempre: Ibra alla Benjamin Button. Ormai può trasformarsi anche in una serie tv. Di quelle infinite, che ti ipnotizzano, sconvolgono, stupiscono. Ibra è così. Per lui il ritiro è ancora un puntino nero all’orizzonte. C’è sempre una nuova puntata. L’ha ribadito più volte: “Non voglio smettere e intristirmi, ripensando a ciò che avrei potuto dare”. Zlatan vuole continuare a giocare finché il fisico glielo permette: “La testa è giovane, mi sento bene. E poi sto diventando anche più bello…”. Una battuta per nascondere un filo di paura del futuro. Ibra si vede ancora su un campo a fare acrobazie, segnare gol, infrangere record.

Volontà

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Il contratto dello svedese scade a giugno, e il tridente Maldini-Massara-Gazidis dovrà valutare diverse situazioni. La stagione è ancora lunga, Ibra dovrà far parlare il campo. Fin qui ha giocato 8 partite, segnato 3 gol e sfornato un paio di assist. Ma ha anche saltato 7 match per infortuni. Su tutti il problema al tendine d’Achille. L’anno scorso Zlatan ha segnato 17 gol in 27 partite, saltandone 20 per problemi fisici. Attualmente lo svedese guadagna 7 milioni netti l’anno, 10,5 lordi, uno stipendio favorito dal Decreto Crescita. E in caso di rinnovo continuerà ad usufruirne. Una buona notizia per il Milan, che al di là di Ibra, ha messo un tetto al monte ingaggi: l’unico giocatore a guadagnare più di 4 milioni a stagione è proprio Zlatan. Donnarumma e Calhanoglu sono andati via perché le richieste erano alte, mentre la situazione Kessie è in stallo. L’ivoriano chiede più di 4 milioni, i rossoneri non vogliono sfondare quel muro. L’unica eccezione resta Ibrahimovic. A fine anno si deciderà.

Messaggi

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Zlatan ha già mandato un segnale al Milan: “Io ci sono e vado avanti”. Il club di Via Aldo Rossi al momento ha altre priorità ovviamente – vedi la situazione Romagnoli, ieri l’incontro con Raiola -, ma il rapporto con la punta è tale da poter decidere insieme cosa fare. Sedendosi a un tavolo dopo la fine della stagione, un po’ come successo l’anno scorso. In estate Ibra aveva accettato un nuovo accordo con una modalità gradita ai rossoneri: 7 milioni l’anno, ma con eventuali “malus” in caso di mancato raggiungimento di alcuni obiettivi, nonché con una parte fissa più bassa rispetto alla stagione precedente. Un bis nel 2022? Perché no. Se ne riparlerà a inizio anno, come ribadito anche ieri da Raiola.

E il Mondiale…

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Al momento è ancora tutto incerto: il Milan è primo e punta lo scudetto. Vuole restare aggrappato all’Europa e c’è sempre la Coppa Italia. Tre fronti, altrettanti obiettivi, più diverse situazioni contrattuali a cui dare priorità (Kessie, Romagnoli). Altre da monitorare invece (Bennacer, Theo, Leao). Zlatan è sempre lì, sul pezzo, anche perché a marzo dovrà giocare i playoff mondiali con la Svezia. Se dovesse trascinare i suoi in Qatar la sua volontà di giocare sarebbe più forte, e conoscendolo nessuno gli toglierebbe dalla testa l’idea di giocarsi l’ultimo grande evento della sua carriera. Ibra si è già messo sotto: da un po’ di tempo lavora con un fisioterapista di fiducia, uno che lo segue tutto il giorno. La testa c’è, il corpo va gestito, del contratto se ne riparlerà.

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