Milan, gol last minute da scudetto: 17 nell’ultimo quarto d’ora

Dopo Tonali con la Lazio, ecco Leao con la Fiorentina: dalla mezz’ora della ripresa (più recupero) in po ecco l’arma in più di Pioli

Era stato il marchio di fabbrica soprattutto nella scorsa annata. Ed è stato rispolverato proprio nel momento cruciale della stagione attuale. Il Milan e quell’ultimo quarto d’ora (più recupero) di partita: una luna di miele infinita che va avanti da due anni e ha risolto svariati problemi. Stavolta rischia addirittura di portare uno scudetto.

Quell’ultimo spicchio

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Gli indizi ormai non si contano più, quindi è inutile andare in cerca di prove, perché sono disseminate lungo i mesi dall’avvento di Pioli. Il suo è un Milan infinito, sempre vivo, capace di piazzare il graffio vincente – o la zampata della salvezza – quando c’è quella parte di tifosi che inizia a lasciare lo stadio a partita ancora in corso per evitare il traffico. Non fatelo, se tifate Milan: l’ultimo spicchio di partita spesso riserva meraviglie. Se il Diavolo alla fine metterà davvero le mani su questo titolo, non si potrà – fra le varie cose – non ripensare al gol di Tonali alla Lazio e a quello di Leao alla Fiorentina. Minuto del gol di Tonali: 47’ del secondo tempo. Minuto del gol di Leao: 37’ del secondo tempo. Quando le energie calano, quando l’attenzione a volte si abbassa, entra in scena il Diavolo. Renato Cesarini sarà molto orgoglioso.

Pioli lo psicologo

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Ma essere orgoglioso è soprattutto Pioli, perché non si tratta di casualità. Non può essere così, quando succede più volte. Si tratta semmai di mentalità, prima ancora di cambi e tattica. Fra le varie lezioni di pallone che il tecnico rossonero ha dato in due anni e mezzo alla sua giovane truppa, c’è anche quella di lottare fino alla fine, a prescindere dal risultato. Ha inculcato nelle teste dei suoi ragazzi che nessuna partita va data per persa fino al fischio finale – banale a dirsi, ma Pioli ha raccattato una squadra che non aveva fiducia in se stessa – e, anzi, che una vittoria può diventare anche più rotonda se si tiene premuto l’acceleratore fino alla fine. In questo campionato il Milan ha messo a segno ben 17 gol dalla mezzora della ripresa in avanti. Sedici sui 61 totali, ovvero il 27,8%. Non è poco. E raramente non sono serviti. Per esempio possono essere considerati superflui (termine improprio: qualsiasi gol, anche se non decisivo, serve a spostare equilibri) quello di Hernandez a Venezia (2-0), il 4-2 di Ibra a Bologna, l’autogol di Venuti a Firenze, il 3-1 di Leao alla Roma e il raddoppio di Messias col Genoa.

Quanti punti

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Gli altri, invece, pesano come macigni. Rebic ha dato l’1-1 a Torino con la Juve (76’), Diaz la vittoria a La Spezia (86’), Leao il terzo gol che ha protetto il Milan dalla rimonta atalantina a Bergamo (78’), il rigore di Kessie e l’autogol di Gunter hanno completato la rimonta vincente col Verona (76’ e 78’), Bennacer riportato in vantaggio il Milan a Bologna (84’), Ibra consegnato un punto d’oro a Udine (92’), Giroud ribaltato l’Inter (75’ e 78’), Rebic salvato il Diavolo a Salerno (77’), Tonali consegnato una vittoria basilare a Roma con la Lazio (92’) e poi c’è Leao con la Fiorentina (82’). Milan infinito, una delle frecce nella faretra di Pioli. Che ne ha una diversa dall’altra.

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