Milan, difesa corta per il derby: spazio ai millennial Kalulu e Thiaw

MILANO – Milanello, c’è un problema. Quale? Difesa corta. No, non è una delle invenzioni tattiche di Stefano Pioli in vista del derby ma la banale contabilità con cui si ritrova a lavorare il tecnico di Parma a 8 giorni dal prossimo derby di metà settembre. Già perché la squalifica – evitabilissima – di Tomori tra l’altro appena rientrato nella lista dei convocati della nazionale inglese, lo ha costretto ad affrontare l’attacco dell’Inter (8 gol all’attivo e zero al passivo, Lautaro-Thuram nuova coppia in pieno spolvero) con uno schieramento inedito e collaudato nei 25 minuti finali dell’Olimpico contro la Roma di Lukaku.

Kalulu, il candidato numero uno

Kalulu, per la scelta già effettuata, sembra il candidato numero uno della lista, accompagnato per mano da una sorta di precetto stagionale confessato dallo stesso Pioli («l’ho un po’ confuso prima facendolo giocare anche terzino, adesso sarà centrale e basta») prima di tagliare il nastro del nuovo torneo. Kalulu in effetti è più marcatore che difensore laterale, in velocità può competere con chiunque, nella stagione dello scudetto raggiunse il picco più alto di rendimento mai toccato successivamente. Inoltre è un ragazzo classe 2000, giovanissimo dunque, chiamato perciò a un lungo apprendistato per conoscere tutti i segreti del mestiere. Identico profilo è quello di Malick Thiaw, tedesco appena entrato nell’orbita della sua nazionale, più giovane di un anno (classe 2001): una coppia di grande prospettiva futura ma che nell’occasione del derby e in quelle successive del girone d’acciaio della Champions, avrebbero bisogno del contributo indispensabile dell’esperienza.

Milan, l’esperienza è un punto di forza

Qui Pioli non è messo male. Perché alle spalle del quartetto titolare (Calabria, Thiaw, Tomori, Theo Hernandez), come regista, può contare su Maignan, uno di quei portieri che danno il via all’azione milanista ma soprattutto su Kjaer e Florenzi che sono i due veterani a cui chiedere soccorso nel momento del bisogno. Il danese sta affinando la propria condizione fisica che però costringerebbe a cambiare assetto tattico: le poche volte che è subentrato, si è tirato indietro a mò di libero. L’ex romanista poi deve prepararsi a rimpiazzare sia Calabria che Theo Hernandez per la mancanza di altri sostituti nello specifico. L’unico arruolabile, proveniente dai ranghi della primavera e apparso in uno spezzone durante il trofeo intitolato a Silvio Berlusconi in quel di Monza, è Davide Bartesaghi, classe 2005, mancino e quindi specialista nel calpestare le zolle di sinistra dove non ha mai convinto Ballo-Touré, il francese partito per l’Inghilterra all’ultimo giro di orologio del calciomercato, la sera del 1 settembre.

Milan, uomini contati in difesa

Di qui la segnalazione: difesa corta. Che è stata, numericamente, ampliata con l’arrivo dell’argentino Marco Pellegrino, classe 2002, Platense il club di provenienza, ragazzo in formazione professionale a Milanello e per questo motivo escluso anche dalla lista Champions insieme all’infortunato Bennacer. Per la serie “non si può avere tutto dalla vita nè dal calcio-mercato” sono queste le figurine a disposizione di Stefano Pioli già chiamato, peraltro, a “inventarsi” un sostituto di Krunic, centrale di centrocampo, nel francese Adli, più volte provato in questo ruolo durante gli allenamenti.


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